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Le materie? Decidono i maturandi

di Luciano Salsi
Le materie? Decidono i maturandi

I sindacati contrari a una norma della “buona scuola” che penalizzerebbe i prof

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REGGIO EMILIA. La "Buona Scuola" suscita perplessità e dissenso fra i docenti, in maggioranza critici verso il progetto governativo così denominato, che rischia di peggiorare ulteriormente le condizioni in cui si trovano ad operare. L'ultimo allarme viene dall'associazione professionale e sindacale Anief che denuncia le ripercussioni negative dell'ultima novità introdotta nella bozza di decreto legge predisposta dall'esecutivo. Si tratta della possibilità, da parte degli studenti di quinta superiore, di scegliere materie opzionali e facoltative. Di per sè è un'opportunità positiva: anzichè subire un insegnamento uniforme, l'allievo avrebbe la possibilità di individualizzarlo secondo le proprie preferenze e attitudini, secondo il modello della scuola anglosassone. L'innovazione, però, s'accompagna allo sconvolgimento dei ruoli tradizionali, che penalizza gli insegnanti già in servizio per assumere migliaia di precari. Questi, infatti, ricopriranno ruoli finora assegnati agli altri.

Marcello Pacifico, segretario di Anief-Confedir, denuncia: «Oltre a coprire le supplenze brevi, i progetti e i ruoli di collaboratore del dirigente, questo personale potrà così insegnare le materie facoltative richieste dagli studenti dell'ultimo anno. Non possiamo accettare questa flessibilità di organici, se poi spariscono gli scatti di anzianità».

Uno dei punti nodali è proprio questo. Per immettere i precari nei ruoli dell'organico funzionale, il governo ha congelato gli aumenti stipendiali automatici legati all'anzianità di servizio. Non solo. Promette che in futuro vi saranno solo scatti di merito, concessi al 66% del personale di ogni singola scuola. I sindacati non sono d'accordo. Elvira Meglioli, segretaria provinciale della Flc-Cgil, spiega: «Non ci opponiamo per principio al riconoscimento del merito. Tuttavia accanto agli aumenti di stipendio legati alle competenze deve rimanere una quota dovuta all'anzianità, come avviene anche negli altri paesi. Va bene premiare chi lo merita, ma lo si deve fare con risorse aggiuntive, senza sottrarle agli altri docenti. Inoltre il meccanismo della progressione deve essere aperto a tutti, senza fissare a priori un limite per ogni singolo istituto». E' altrettanto critica Maria Rita Bortolani della Cisl-scuola: «La valutazione degli insegnanti - dice - è doverosa, ma gli scatti d'anzianità devono rimanere. Il riconoscimento del merito è una cosa diversa dalla meritocrazia sbandierata dal governo, che pensa di riservare gli aumenti agli eletti, senza chiarire come si farà a individuarli. Purtroppo intanto le assunzioni dei precari ci costano il blocco degli scatti. Fra i reclutati tanti sono docenti di lettere, che finiranno spesso per fare i tappabuchi».

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