Piena del Po, queste le “criticità” rimaste
Guastalla: vertice della Protezione civile sulla situazione esistente dopo l’emergenza di novembre
GUASTALLA. A un paio di mesi dal passaggio della piena del Po – la terza più importante dell’ultimo ventennio - si è svolta ieri mattina la “riunione finale” nella sede del Centro unificato di Protezione civile a Reggio.
Promosso dalla Provincia, l’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto tecnico tra tutte le varie componenti protagoniste dell’emergenza: appunto tecnici (a partire da Aipo e Consorzi di bonifica), Comuni, forze dell’ordine e volontariato.
«L’obiettivo – spiega la responsabile della Protezione civile, Federica Manenti – era quello di analizzare le criticità riscontrate nella gestione dell'emergenza e raccogliere dati e informazioni utili all’aggiornamento dei Piani comunali e provinciale sul rischio idraulico». Come proprio la piena del Po e, in precedenza, il terremoto d’Emilia hanno dimostrato, è proprio una accurata pianificazione – insieme alla massima collaborazione tra i livelli istituzionali, a partire dalla prefettura, e quelli tecnico-operativi – a permettere alla complessa macchina della Protezione civile di intervenire con tempestività ed efficienza. La recente emergenza del Po, ad esempio, permetterà di aggiornare le criticità idrauliche, sia note, sia nuove, del nostro territorio (fontanazzi, piezometri, pozzi domestici, venute d’acqua in prossimità degli argini) e i vari elementi di rischio nelle golene (residenti, attività, allevamenti, bombole e impianti Gpl).
«I nuovi piani dovranno inoltre tenere presente anche di uno scenario di piena concomitante, come quello registratosi a novembre con tutta la provincia messa a dura prova dalle piogge verificatesi anche in montagna – ha concluso la Manenti – così come sarà opportuno prevedere anche spazi coperti, probabilmente uno a Brescello e uno di supporto a Guastalla, per le attività di insacchettamento». (a.v.)
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