Gazzetta di Reggio

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Ucciso un lupo a Gazzano, è caccia al bracconiere

di Luca Tondelli
Ucciso un lupo a Gazzano, è caccia al bracconiere

La procura apre un’inchiesta per uccisione di “specie protetta”. L’animale, colpito con un’arma da fuoco, recuperato dalle guardie provinciali

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VILLA MINOZZO. E’ piuttosto articolata ed approfondita l’indagine che sta andando avanti in merito al ritrovamento effettuato sabato scorso dalla Polizia Provinciale, in un bosco nei dintorni di Gazzano. Si tratta della carcassa di un canide, abbattuto con ogni probabilità da un colpo di arma da fuoco (su questo aspetto restano ormai pochissimi dubbi). E’ alta la possibilità (ma saranno gli esami in corso ad accertarlo) che si tratti di un lupo.

Semplice atto di bracconaggio per cercare una preda da esibire, o evidenza di una convivenza difficile da gestire tra il predatore e le attività umane, quanto avvenuto nei boschi gazzanesi costituisce comunque un reato, sia che si tratti di un semplice cane, magari rinselvatichito, ma ancor di più se si tratta di un lupo, specie che in Italia gode ancora dei massimi livelli di protezione faunistica.

Un reato penale, per accertare le responsabilità del quale sono al lavoro le Polizie Provinciali di Reggio Emilia e Modena (la zona del rinvenimento è in confine tra le due province), ma anche i Carabinieri della stazione di Villa Minozzo.

Sul rinvenimento spiega il comandante della Polizia provinciale Andrea Gualerzi: «A segnalarci l’animale abbattuto è stato un passante che frequenta abitualmente i boschi in zona, e che lo ha visto non lontano da una strada di normale transito. Anche se l’apparenza dei resti evidenziavano una somiglianza marcata con un lupo, gli esami per individuare la specie con precisione sono ancora in corso perché ci sono altri tipi di canide che possono essere molto simili (ci sono anche specie di cani comuni, come il cane lupo cecoslovacco, che somigliano moltissimo al lupo euroasiatico, ndr): sarà necessario l’esame del Dna e quindi i risultati li avremo presumibilmente tra un paio di settimane».

In caso confermino che si trattasse di un lupo, la posizione di chi ha sparato, una volta individuato, sarebbe più grave, come spiega ancora Gualerzi: «Ormai pare certo che ci sia il reato di uccisione di animale, perché sul fatto che sia stato abbattuto da un’arma da fuoco c’è la certezza. Se fosse accertato che si tratta di un lupo si rientra in un reato specifico perché specie protetta».

Su quelle che possono essere le motivazioni alla base di un simile gesto Gualerzi conclude: «Una cosa certa è che l’attuale è un periodo in cui lupi, ma anche canidi in generale, sono specie in crescita (oltre ai lupi ed ai cani, rientrano nella famiglia anche le volpi), e spesso questo crea contrasti e frizioni con le attività dell’uomo, specie l’allevamento. Per questo episodi simili non sono da sottovalutare».

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