Devastato il negozio sotto il municipio
Castelnovo: auto usata come ariete per sfondare le vetrine di “Antonella Moda”. I ladri portano via tutti i capi più costosi
CASTELNOVO MONTI. Dopo mesi in cui i furti in abitazioni avevano causato una vera e propria psicosi sociale, sembrava che la situazione si fosse calmata, quando un episodio quasi inedito sul territorio, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, è arrivato a riportare ai livelli di guardia e anzi innalzare l’allarme. Poco prima delle 2, alcuni malviventi hanno sfondato la vetrina del negozio di abbigliamento Antonella Moda, di piazza Gramsci, facendo razzìa di capi di abbigliamento firmati.
Un colpo rapido ma di entità cospicua, sia per il valore dei capi, sia per i grossi danni riportati. Il negozio peraltro si trova nello stesso complesso, il centro direzionale, dove si trova, oltre ad altri uffici e appartamenti, anche il Municipio. I carabinieri sono intervenuti molto rapidamente ma i ladri già erano spariti: sul posto gli uomini del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Castelnovo dopo l’inputo dato dall’attivazione dell’allarme di cui il negozio è dotato.
I ladri hanno utilizzato un’auto, poi caricata con la refurtiva e usata per la fuga, con la quale hanno sfondato la vetrina del settore “outlet” dell’abbigliamento, che si trova nella galleria al piano sottostante del Centro Direzionale. Da qui, sono poi saliti al piano superiore per accaparrarsi gli abiti di maggior valore. «Sono andati quasi a colpo sicuro _ spiegavano ieri i titolari del negozio _ sulle giacche invernali di maggior valore».
Il tono della voce è ovviamente segnato da un episodio che in pochi minuti ha causato un danno ingentissimo, sia per il valore della refurtiva che per la vetrina sfasciata per introdursi nel negozio. Il furto ha suscitato un’ondata di indignazione in paese.
In giornata si sono recati a fare visita al negozio derubato sia il sindaco Enrico Bini che il vice sindaco Emanuele Ferrari. Sul tema è intervenuta anche la Confcommercio di Castelnovo. Afferma la responsabile Maria Grazia Colombari: «Oltre alla crisi, le imprese devono sopportare i costi della criminalità. Nel 2014 sono stati registrati numerosi furti in abitazione e sono stati toccati quasi tutti i comuni della montagna. Ora il fenomeno si sta estendendo anche agli esercizi commerciali. C’è di che riflettere. Il livello di allerta è alto. La gente non si sente sicura». E aggiunge Donatella Prampolini Manzini, presidente di Confcommercio–Imprese per la provincia: «I negozi vengono presi d’assalto come bancomat dalla criminalità. Oltre ai problemi strutturali legati al protrarsi di una crisi che sembra non finire mai, dobbiamo anche sopportare i costi economici e sociali dei fenomeni criminali che costano alle imprese del commercio, agli alberghi e ai pubblici esercizi oltre 26 miliardi di fatturato l’anno. Occorre maggiore attenzione. Cerchiamo di utilizzare gli strumenti che abbiamo a disposizione come deterrenti, a cominciare dalla video sorveglianza».
Una decina in meno di anno i colpi analoghi in tutta la provincia ai danni di bar, tabaccherie e distributori.
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