Proteste al Circolo tennis Albinea i soci insorgono contro i rincari
Bocciato a larga maggioranza l’aumento delle quote per far fronte all’inadempienza di alcuni iscritti E c’è delusione per l’annuncio della giunta di non realizzare la piscina coperta nei terreni adiacenti
ALBINEA. Due grosse sorprese, entrambe poco gradevoli, sono scaturite lunedì sera nel corso dell’affollatissima assemblea del Circolo Tennis di Albinea. I soci, a larga maggioranza, hanno respinto l’ipotesi di aumentare, di un centinaio di euro, la quota annuale per far fronte ai minori introiti dovuti alle inadempienze di alcuni iscritti (la crisi non è certo finita) che rischiano di mandare in sofferenza i conti del 2014 qualora non diventassero recuperabili crediti per 150.000 euro.
In coro hanno inoltre invitato a ridiscutere la convenzione che lega il Circolo al Comune – intesa firmata nel 2008 per la durata di trenta anni – alla luce di lamentate inadempienze ad alcuni impegni assunti dalla precedente amministrazione mentre la società sportiva che gestisce le strutture ha rispettato pienamente i propri compiti.
La critica è rivolta in particolare alla scelta – ecco l’altra sgradita sorpresa, confermata dall’assessore Simone Caprari, che era presente all’incontro – di non realizzare una piscina coperta nei terreni adiacenti a quello su cui è insediato il Circolo per dirottare le sempre più scarse risorse disponibili ad altri progetti.
Il rappresentante della giunta albinetana ha comunque dato piena disponibilità ad incontri per un riesame di vari aspetti della convenzione. Il direttore del Circolo, Franco Castagnetti, avvalendosi di una serie di slide, ha frattanto illustrato i piani di ammodernamento del funzionamento e dell’organizzazione del club, mentre attraverso un documento ha indicato le economie realizzate (oltre 55.000 euro) sui preventivi di spesa del 2014 e alcuni maggiori introiti.
Fortunatamente è stato creato a suo tempo un accantonamento di garanzia per far fronte a momenti critici.
Purtroppo il Circolo sta vivendo il travaglio di un cambio generazionale oltre che per le difficoltà economiche generali che pesano su oltre una cinquanta delle 650 famiglie associate ora incapaci di far fronte alla quota annuale.
Forte amarezza per la mancata approvazione del preventivo 2015 è stata espressa dai presidenti delle società di gestione, Luciano Prampolini e Fernando Margini, e dal presidente dell’assemblea Giovanni Tarquini. L’atto suona in effetti quasi come un gesto di sfiducia all’operato di chi ha condotto i Circolo ma, per il momento, non avrà alcuna conseguenza pratica perché il consiglio di amministrazione in carica continuerà a gestirne la normale attività.
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