Hikel, domani l’autopsia Inchiesta contro ignoti
Novellara: nel registro degli indagati, almeno per ora, non compaiono sanitari per la morte della 22enne entrata in coma dopo i ricoveri a Reggio e Guastalla
NOVELLARA. L'attività investigativa proseguirà contro ignoti. E' quanto ha stabilito il pm Stefania Pigozzi nell'ambito delle indagini sul decesso della giovane Hikel Wafaa, la 22enne marocchina morta all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia dopo tre mesi durante i quali aveva manifestato fortissimi mal di testa.
Il pm ha incaricato il medico legale Alessandra Bergonzini di effettuare un accertamento di parte, e per questo motivo domani pomeriggio si svolgerà l'autopsia sulla salma della giovane, che si trova ancora all'ospedale di Reggio. Un accertamento esplicitamente richiesto dal pm – al quale le parti non assisteranno – per cercare di chiarire fino in fondo le ragioni che hanno portato la ragazza alla morte, venerdì della scorsa settimana. Dunque, nessuna implicazione del personale sanitario, in quanto nessuno è stato aggiunto al registro degli indagati.
I primi problemi erano sorti a fine ottobre, tormentata com'era, la giovane, dal mal di testa. Erano seguite visite mediche e ricoveri. Verso la fine dell'anno è rimasta alcuni giorni nel reparto di Neurologia del Santa Maria Nuova, poi il rientro a casa. I dolori però la perseguitavano e, dopo un accesso al pronto soccorso dell'ospedale di Reggio Emilia, la 22enne il 4 gennaio è stata ricoverata nel reparto di Osservazione breve intensiva dell'ospedale di Guastalla. Vi è rimasta fino al giorno successivo, poi le dimissioni. Ma già il giorno della Befana è rientrata in ospedale a Guastalla, stavolta nel reparto di Medicina, finché il 7 gennaio è stat trasferita al Santa Maria. Rimarrà 17 giorni in ospedale a Reggio Emilia, nel reparto di Neurologia, ad eccezione delle ultime terribili ore, quando cioè è entrata in coma ed è stata trasferita in Rianimazione. Venerdì intorno alle 10 la morte.
La segnalazione del caso è giunta in Procura attraverso il posto di polizia dell'ospedale, sulla scia delle tensioni (uno dei fratelli è andato in escandescenze) innescatesi venerdì subito dopo la morte della 22enne. Solo l'intervento degli agenti ha riportato la calma in corsia. Ed è proprio dalla gestione delle ultime ore che i familiari della ragazza vogliono partire per capire se è stato fatto tutto il possibile per salvarla.
Hikel Wafaa era nata in Italia dopo che i suoi genitori avevano lasciato il Marocco. Lei si era perfettamente integrata nella nostra realtà: piena di amici, si era diplomata all'istituto Carrara di Guastalla, era alla ricerca di un'occupazione ed era attiva nel volontariato. Proprio i suoi amici e i compagni di scuola hanno avviato una sottoscrizione per aiutare la famiglia nel rimpatrio della salma, che avverrà soltanto una volta espletate tutte le procedure burocratiche.
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