Sempre più imprese in rete, sono 108 a Reggio
A fare il punto è Unioncamere: a scegliere questa formula non sono le aziende in crisi
REGGIO EMILIA. In Emilia Romagna sono 1.162 le imprese che hanno scelto di battere la crisi ed affrontare la sfida dei mercati internazionali attraverso lo strumento dei contratti di rete. Un modo per le aziende di tutte le dimensioni per aumentare la propria massa critica alleandosi con realtà della stessa filiera produttiva senza rinunciare alla propria identità. La provincia dove sono stati stipulati il maggior numero di contratti di rete è Bologna, con 125 accordi e 250 imprese aderenti. Seguono Modena (247 imprese per 104 contratti) e Reggio Emilia (108 imprese 66 contratti). A far il punto sull'utilizzo di questi strumento è Unioncamere regionale, che ieri mattina ha organizzato un workshop a bologna in cui sono state illustrate alcune “case-history”.
«Le imprese si mettono insieme non per ottimizzare i costi, ma per focalizzare un investimento», puntualizza il numero uno dell'Unione delle Camere di commercio regionali, Maurizio Torreggiani. Del resto, avverte Igor Skuk direttore di Legacoop Emilia Romagna, «il contratto di rete non è una fuga dalla crisi, non può essere un alibi per risolvere situazioni difficili». Insomma, a scegliere questa forma di collaborazione «non sono aziende in difficoltà, ma aziende che guardano lontano. Guideremo su questa strada i migliori», assicura. «Anche in Emilia Romagna il 95% delle imprese ha meno di 20 dipendenti - osserva Torreggiani-. In uno scenario competitivo stiamo cercando di sviluppare un sistema che tenga insieme le aziende per aiutarle a stare su uno scenario internazionale, investendo su risorse che da sole non riuscirebbero a permettersi economicamente».
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