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INNOVAZIONE

Come è nata "Meccano", la bici con gli occhi dietro

Massimo Sesena
Come è nata "Meccano", la bici con gli occhi dietro

Allo Spazio Gerra, successo per  "Revolution Bike" con  i prototipi di Franco Cimurri realizzati dai makers del FabLab. Una storia molto reggiana

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REGGIO EMILIA. La nostra città ha da qualche mese il proprio Digital Champion, figura creata alcuni anni fa dall'Unione europea per diffondere in tutti i modi la cultura digitale. E' l'architetto Francesco Bombardi, romagnolo trapiantato da anni a Reggio dove ha fondato il FabLab, una delle prime fucine di makers (gli artigiani digitali) del nostro Paese.

Ma la nostra città è anche la città che da qualche anno ha fatto della mobilità sostenibile un proprio cavallo di battaglia: Reggio ha il record di chilometri di piste ciclabili e vanta, in particolare, una famiglia, quella dei Cimurri, legata alla storia del ciclismo mondiale. In particolare per via di due masseur, il celeberrimo Giannetto, massaggiatore e amico dei più grandi ciclisti di tutti i tempi, soprannominato "Mano Santa" e suo fratello Abramo, per decenni il massaggiatore più rinomato in città da calciatori di ogni categoria.

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Questa storia parte dal figlio di Abramo, Franco, imprenditore con la passione - manco a dirlo - per la bicicletta. E parte dall'incontro di Franco Cimurri con Francesco Bombardi. E da questo racconto dei due protagonisti si possono capire alcune cose di quell'ecosistema digitale che a Reggio sta crescendo come un campo coltivato. Con passione, appunto.

"Quando qualche mese fa un certo  Cimurri , nome indiscutibilmente legato alla tradizione sportiva reggiana, si è presentato al Fab Lab con delle dime e sagome sotto braccio ho capito subito che voleva fare una bicicletta, e dal brillio degli occhi era evidente che la voleva fare davvero".

Un vulcano di idee, con la voglia di fare, questo era - o appariva agli occhi di Bombardi - Franco Cimurri: "Non dormiva la notte, mi chiamava al mattino: ho avuto un'idea... Dimmi se sono matto". E praticamente, ad ogni telefonata era un'idea in più, una suggestione in più.

Fino a quando un giorno - mentre già il Fab Lab e i suoi makers stavano studiando il da farsi - Franco Cimurri chiama Bombardi: "Franco era stato tentato da un importante incubatore di Rovereto a spostare il progetto in Trentino dove avrebbe avuto accesso a finanziamenti, incentivi e supporto alla produzione. A quel punto mi sono chiesto : ma è possibile che una città che fa sistema come Reggio Emilia, dove si parla spesso di innovazione, di start up, di cultura e sviluppo industriale, non riesca a tenersi la bicicletta di Cimurri?!?".

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La risposta - per chi ha fatto della diffusione dell'innovazione la propria missione - era ovviamente scontata: "Non è possibile! Allora - racconta Bombardi - ho scritto al direttore di Reggio Emilia Innovazione che ha colto al volo questa opportunità e ha messo a disposizione una sede di riferimento per lo sviluppo di una azienda che facesse capo a Cimurri.

Ho coinvolto , tra la community del Fab Lab, quelle persone che avrebbero potuto dare una mano su fattibilità e prototipazione, ho portato Franco allo Spazio Gerra per chiedere allo staff di supportarlo con un programma culturale che sfociasse in un evento di promozione e diffusione dei modelli e delle tecnologie che avremmo sviluppato".

E da lì allo spazio Gerra è nata l'idea di Revolution Bike l'evento che ha portato centinaia di visitatori, curiosi, appassionati della bicicletta e di quella autentica rivoluzione industriale che passa sotto il nome di "Internet of things", Internet delle cose. Finita la mosta allo Spazio Gerra, ora i prototipi di Cimurri, partoriti al FabLab traslocheranno a MonteCarlo.

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"Poi - racconta sempre Bombardi - ho contattato Stefano Marzani di Dquid-Io che ha accettato subito di mettere a disposizione le sue schede elettroniche e il supporto tecnico per i test sensori, ho allertato alcuni esperti in social media communication per iniziare a costruire una community intorno alla forza evocativa  delle  biciclette Cimurri".

Tre mesi di progettazione e lavoro, alla fine hanno dato alla luce tre prototipi che ora Franco cercherà di produrre e commercializzare:  a tre mesi dai primi contatti , cosa è venuto fuori, oltre alle biciclette modello ZED e Neon in carbonio disegnate da F.Cimurri : la bicicletta modello Mecano, in alluminio alveolare e compensato marino, disegnata da     F.Bombardi con A.Valcavi , prototipo realizzato al Fab Lab di Reggio Emilia con il     supporto di Enrico Bedogni e Roberto Bertozzi

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Sistema per Safety bike - Sensori e videocamera integrati per avviso in caso di pericolo,     con App per smartphone - Prototipo Fab Lab con Andrea Rocchini e Andrea Zanzanelli

Sella Lab - Sensori integrati alla sella ( nello sviluppo anche ai pedali e manubrio) per     monitorare postura e carico delle tensioni del ciclista- Prototipo Fab Lab con     T.Mamedov e P. Waku per scheda Arduino e Team DQUID-IO per interazione wireless e   App per smartphone.
 

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