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OPERAZIONE AEMILIA

Finita la fuga di Blasco catturato in Germania

Finita la fuga di Blasco catturato in Germania

Da due giorni è, invece, sparito il 53enne Palmo Vertinelli: i familiari lo credevano in Calabria. Interrogatori: Gibertini collabora e cercherà la scarcerazione al Riesame. Leggi: Il nostro speciale sull'Operazione Aemilia - Dossier: Tutti i video - Foto Centinaia di carabinieri mobilitati - L'ascesa politica di Pagliani - Gli arresti eccellenti - Articoli: Leggi tutto - De Miro, prefetto di ferro

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REGGIO EMILIA. Caccia ai latitanti ma anche interrogatori di garanzia a tamburo battente perché il termine per legge è di 5 giorni e il tempo davvero stringe vista la mole delle persone da sentire.

E’ in sostanza una giornata caotica quella che si è chiusa ieri, iniziata con l’individuazione del 52enne Gaetano Blasco: viene trovato in Germania, dalla polizia di Ausburg. E’ nel suo ristorante “da Gaetano” e non oppone resistenza. Stiamo parlando dell’imprenditore edile ritenuto uno degli organizzatori dell’associazione mafiosa e protagonista, insieme ad Antonio Valerio (un altro degli indagati, finito in cella) della telefonata in cui i due scherzano sul terremoto, il 29 maggio 2012. Perchè rientri in Italia occorrerà, però, un po’ di tempo: deve innescarsi una sorta di estradizione, cioè un meccanismo in cui l’autorità giudiziaria tedesca verificherà la fondatezza del mandato d’arresto.

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Resta, invece, ancora lontano dalle sbarre l’imprenditore edile 53enne Palmo Vertinelli: quando i carabinieri, mercoledì all’alba, hanno bussato alla porta della sua abitazione di Montecchio non hanno potuto far altro che constatare la sua assenza. Secondo le prime ricostruzioni, se n’era già andato almeno dal giorno prima, a seguire il sequestro di un suo terreno a Crotone, in località “Prestica” (il blocco è previsto dal provvedimento disposto dal tribunale di Reggio a fronte della richiesta di misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla nostra procura). Questo risulterebbe ai familiari, ma sta di fatto che in Calabria l’imprenditore (considerato dagli inquirenti un affiliato al clan Grande Aracri e con un ruolo importante) non si trova ormai da due giorni.

Mentre ieri erano in corso gli interrogatori di garanzia, il procuratore di Bologna e capo della Dda – Roberto Alfonso – è tornato sull’inchiesta e ha lanciato un messaggio alle istituzioni: «L’operazione è un punto fermo, la svolta è questa – sottolinea – ora la mafia non è solo una relazione in un convegno, ma un provvedimento giudiziario. E’ una cosa ben diversa. Possono legerlo anche loro e capire quali sono le fragilità del sistema».

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Decisamente affollato poi il programma di interrogatori fissato per ieri nel carcere di Parma. Per circa due ore hanno testimoniato – entrambi assistiti dall’avvocato Liborio Cataliotti – due figure non indifferenti di quest’inchiesta antimafia: il volto tv 49enne Marco Gibertini e l’imprenditore 40enne Omar Costi. Finiti in cella a Reggio nell’inchiesta sul “giro” milionario di fatture fasulle, entrambi hanno abbracciato la strada della collaborazione, cioè la via che li ha poi portati alla scarcerazione in quanto non più considerati pericolosi. Una collaborazione alle indagini che porta l’avvocato Cataliotti a tracciare già una precisa strategia: «Siamo di fronte a fatti che in linea di massima sono sovrapponibili a quelli contestati dal pm Valentina Salvi, anche se qualificati in modo diverso (il riferimento è all’associazione di stampo mafioso, ndr). Sono fatti già soppesati dal tribunale di Reggio che, non considerando più pericolosi nè Gibertini nè Costi, ha poi optato per la scarcerazione. Su queste basi contesteremo le esigenze cautelari davanti al Riesame».

Hanno, invece, ribattuto alle accuse – sempre in carcere a Parma – Giuliano Floro Vito (difeso dai legali Romano Corsi e Giuseppe Migale Ranieri) che è accusato di estorsione, nonché Alfonso Paolini (assistito solo da Corsi). Infine si sono trincerati dietro la facoltà di non rispondere Antonio Floro Vito (in carcere a Genova, è difeso da Migale Ranieri), Pasquale Brescia (a Parma), Pasquale Riillo e Luigi Serio (quest’ultimi tre assistiti dal legale Antonio Sarzi Amadè). Oggi una più nutrita serie di interrogatori. Ci sarà ancora tanto mutismo?

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