Gazzetta di Reggio

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Il pusher ora arriva in treno

Agenti in borghese dietro ai sospetti sulla linea Modena-Reggio: un arresto

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REGGIO EMILIA. Poliziotti in divisa, ma soprattutto in borghese, per le strade in zona stazione e sui treni che collegano Reggio a Modena. Perché è questo il viaggio che gli investigatori ritengono faccia la droga che alimenta negli ultimi tempi la zona stazione. L’attività mirata di pedinamento di soggetti sospetti ha permesso di arrivare a quello che viene ritenuto un anello non secondario di un “giro” di spaccio radicato tra le due città. È infatti sulla scorta degli ultimi arresti di spacciatori – gli ultimi una donna di 42 anni, Linda Incerti Formentini, e un uomo di 32, Walid Cherif, di origine tunisina, trovati in possesso di 81 grammi di eroina – fatti in zona stazione e spesso intercettati con importanti quantità di sostanza stupefacente al loro rientro da Modena, che il personale della squadra mobile, martedì pomeriggio, ha predisposto il pedinamento.

A venire seguiti in questo caso sono stati altri due soggetti con precedenti per droga. Arrivati a Modena gli agenti, con l'ausilio dei colleghi di Modena, hanno continuato il pedinamento dei due.

Poche centinaia di metri dopo la stazione i due sospetti si sono incontrati con un cittadino tunisino, il 22enne Chmki Hamdi, noto ai poliziotti modenesi per reati inerenti gli stupefacenti.

I tre, dopo essersi scambiati poche parole, si sono separati. Gli agenti sono rimasti incollati al sospetto “modenese”, ipotizzando che fosse lui il rifornitore della droga. Un’intuizione più che giusta.

L’uomo, inforcata la bicicletta, infatti ha raggiunto un parco vicino e ha cominciato ad armeggiare vicino a un cassonetto dell'immondizia.

È a questo punto che i poliziotti sono usciti allo scoperto. Dal controllo sotto al cassonetto trovano un involucro di cellophane contente dell'eroina ancora in “sasso”.

Fermato e identificato il 22enne si è poi passati alla perquisizione della sua abitazione dove è saltato fuori materiale per il confezionamento dello stupefacente simile a quello utilizzato per l'eroina rinvenuta sotto al cassonetto oltre a 610 euro in banconote da 5, 10 e 20 euro, verosimile provento di attività di spaccio.

Tutto quanto, insieme all'eroina trovata nel parco, del peso complessivo di 13 grammi, è sottoposto a sequestro probatorio. Il 22enne è finito agli arresti domiciliari. Ma le indagini proseguono per risalire al “pezzo da 90”, la fonte della droga che nutre il traffico tra Reggio e Modena. (m.f.)

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