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nuovo contratto

Oggi sciopero generale dei lavoratori delle banche

REGGIO EMILIA. Disagi in banca oggi per lo sciopero generale per l’intera giornata di tutte le sigle sindacali per il rinnovo del contratto di lavoro e per protestare contro la decisione dell’Abi...

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REGGIO EMILIA. Disagi in banca oggi per lo sciopero generale per l’intera giornata di tutte le sigle sindacali per il rinnovo del contratto di lavoro e per protestare contro la decisione dell’Abi (Associazione bancaria italiana) di dare disdetta all’accordo attuale. Una decisione che determinerà dal primo aprile la non applicazione del contratto collettivo nazionale. I bancari reggiani saranno a Ravenna, dove si terrà una delle quattro manifestazioni nazionali, con i sindacati che si attendono la massiccia partecipazione di alcune migliaia di lavoratori, in rappresentanza dei 100mila addetti nel settore che operano in Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Toscana e Veneto. Al centro della manifestazione ci sarà non solo il nodo contrattuale, spiegano i sindacati, «ma anche la rivendicazione di un nuovo modello di banca che sia al servizio del sistema paese. Più vicino a famiglie e imprese e nello stesso tempo puntare l’indice contro chi ha reali responsabilità per la difficile situazione in cui versa il settore credito». Così come ci sarà la questione salariale con i banchieri che negli ultimi 15 anni hanno costantemente incrementato i loro compensi, mentre i bancari nello stesso periodo hanno perduto 810 euro di salario contrattuale. I sindacati confederali e autonomi (Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Sinfub, Ugl, Ulca, e Unisin) sostengono anche che «i 180 miliardi di sofferenze che soffocano i bilanci delle banche, di cui il 48% è fatto di prestiti pari o superiori a 2 milioni di euro, sono prevalentemente a favore di grandi gruppi industriali. Decisioni che non sono certo state prese dai lavoratori delle banche». Nel mirino dei lavoratori quindi sia le banche sia i banchieri, «che nonostante risultati gestionali quantomeno disastrosi, hanno visto i vertici negli ultimi quindici anni incrementare i loro compensi mediamene di 600mila euro l’anno, passando da 3,1 milioni a 3,7 milioni di euro. Nello stesso periodo invece _ concludono i sindacati _ i lavoratori oltre a subire un’emorragia di 68 mila posti di lavoro, hanno perso 810 euro di salario contrattuale». (r.f.)

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