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Ristel, la Finanza ricostruisce la bancarotta

 Ristel, la Finanza ricostruisce la bancarotta

Rubiera: udienza in tribunale per l’Operazione Black Swan che coinvolge il fallimento dell’immobiliare

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RUBIERA. Ieri mattina a Modena, davanti al Secondo collegio del Tribunale, è iniziato il processo per l’Operazione Black Swan, condotta dalla Guardia di finanza in merito al fallimento dell’immobiliare Ristel di Rubiera.

Otto gli imputati, tra i quali Antonino Napoli, difeso dall’avvocato Luca Brezigar; Antonio Russo, difeso dall’avvocato Barbara Bettelli; il 49enne modenese Paolo Baccarani, difeso dall’avvocato Lorenzo Mariucci.

Nel corso dell’udienza è stato ascoltato un ufficiale delle Fiamme Gialle che ha ricostruito la complessa indagine intorno a un’azienda in gravi difficoltà finanziarie e un capannone venduto per ripianare parte dei debiti, ma i cui proventi, secondo l’accusa, sarebbero stati invece distratti dalle casse e dai conti correnti aziendali. Una somma globale, quella distratta secondo le indagini, che si aggira intorno al milione e mezzo di euro.

Di qui l’accusa di bancarotta fraudolenta. Antonino Napoli, imprenditore, era stato socio di maggioranza nella B&B Group di Fiorano (Modena), una fabbrica di piastrelle in ceramica fallita nel febbraio 2010. Fino al gennaio 2011 la ditta era dentro una seconda società, la Ristel di Rubiera. La capogruppo – poco prima della dichiarazione di fallimento – in un poco tempo era stata completamente svuotata della consistente liquidità disponibile (pari ad oltre 1,5 milioni di euro), che aveva in precedenza accumulato con cessioni del patrimonio immobiliare.

La distrazione, secondo l’accusa, è stata perpetrata proprio da Antonino Napoli e Antonio Russo, i quali, nel frattempo, avevano rilevato le quote societarie e assunto l’amministrazione dell'azienda, il primo con il ruolo di amministratore di diritto, il secondo come amministratore di fatto.

Cigno Nero (Black Swan in inglese) è l'operazione portata a termine nel 2012 dalla Finanza, che arrestò i calabresi Antonino Napoli e Antonio Russo. Fin dall’inizio le Fiamme Gialle hanno ritenuto che i due abbiano distratto 1,5 milioni di euro ad una società ceramica poi fallita. Napoli era stato socio di maggioranza nella B&B Group di Fiorano, ditta di "fabbricazione di piastrelle in ceramica" fallita nel febbraio 2010. Fino al gennaio 2011 era dentro a una seconda società, la Ristel di Rubiera, questa volta una immobiliare.

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