Scandiano omaggia don Borghi
Commemorazione a 71 anni dalla fucilazione del sacerdote-partigiano
SCANDIANO. Omaggio a don Pasquino Borghi, sacerdote e partigiano ucciso dai fascisti. Stasera alle 21, alla biblioteca comunale, prende il via uno dei principali percorsi della rassegna “#Scandiano(R)esiste”, organizzata per il 70° della Liberazione. È il progetto dedicato a don Pasquino Borghi, prete reggiano morto 71 anni fa esatti, il 30 gennaio 1944, fucilato dai repubblichini mussoliniani. Alle 21 Massimo Storchi di Istoreco parlerà de “Il tempo e la vita di Don Pasquino Borghi”. Al termine verrà inaugurato un’esposizione incentrata sulla figura di don Pasquino, visitabile alla biblioteca sino al 21 febbraio. Il sacerdote, nato a Bibbiano nel 1903, prende i voti nel 1930 e, dopo anni in una missione in Sudan, viene destinato prima a Canolo di Correggio, dove già si esprime duramente contro la guerra e la dittatura fascista. Dall’autunno 1943 è parroco a Coriano e Tapignola, a Villa Minozzo. Nel crinale, dopo l’armistizio, aiuta soldati italiani in fuga, prigionieri alleati e le prime formazioni partigiane. Prende il nome di “Albertario” e si unisce alla Resistenza, sino all’arresto del 21 gennaio 1944 a Villa Minozzo. Dopo la cattura, viene portato a Scandiano e poi a Reggio, dove il 30 gennaio viene fucilato senza processo come rappresaglia per l’uccisione di un repubblichino. Con lui, al tiro a segno dove un mese prima erano stati giustiziati i fratelli Cervi, muoiono i suoi compagni di battaglia Ferruccio Battini, Romeo Benassi, Umberto Dodi, Dario Gaiti, Destino Giovannetti, Enrico Menozzi, Contardo Trentini ed Enrico Zambonini. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
