Giovane coppia intossicata dal monossido
Hanno rischiato grosso due conviventi che abitano in via San Prospero 26: soccorsi e trasportati a Fidenza per un trattamento in camera iperbarica
CARPINETI. Un’intossicazione di monossido che poteva risultare letale, senza un provvidenziale malessere servito per accorgersi del pericolo. Hanno rischiato tantissimo Patrizia Costi e Emanuele Castellani, una giovane coppia di Carpineti esposta per diversi minuti a forti esalazioni di monossido di carbonio nella notte appena trascorsa.
I due non sono più in pericolo di vita, dopo un periodo di terapia intensiva nella camera iperbarica dell’ospedale di Fidenza, dove sono stati portati in gran fretta quando i sanitari si sono resi conto della gravità della situazione. La Costi, 29enne di Carpineti che lavora come cuoca a Marola, e il compagno, il toanese Emanuele Castellani, vivono nel centro del paese, in via San Prospero 26, in un appartamento al primo piano di una palazzina di fronte alla conosciutissima pizzeria La Ruota. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10766053:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/01/30/news/due-anziani-intossicati-dal-monossido-di-carbonio-1.10766053]]
Venerdì sera erano tranquillamente in casa, rilassati sul divano a guardare la televisione. L’impianto di riscaldamento – in casa sono presenti anche una stufa e un camino – si è inceppato, ha provocato la classica “cappa” e ha iniziato a produrre pericolosissime esalazioni di monossido di carbonio. Come spesso in questi casi, il primo effetto è stato quello di generare sonnolenza, e i due ragazzi si sono assopiti involontariamente. Gli effetti venefici però hanno provocato anche dei malesseri, la ragazza si è svegliata con dei conati di vomito e ha capito che qualcosa non andava, troppo strano l’odore presente.
Ha subito avvisato i suoi parenti, che le hanno detto di chiudere il riscaldamento e di spalancare le finestre, ed è ovviamente partito anche l’allarme al 118. Verso l’una e trenta un’ambulanza della Croce Rossa di Carpineti è arrivata rapidamente in via San Prospero 26, che si trova a poche centinaia di metri dalla propria sede. I volontari sono stati subito raggiunti dal personale del 118 e dai vigili del fuoco di Castelnovo Monti. Dopo i primi controlli sul posto, i medici hanno capito che l’intossicazione era piuttosto estesa e hanno deciso per il ricovero immediato a Fidenza, la struttura più vicina al reggiano con le attrezzature necessarie in questi casi.
La Costi e Castellani sono stati quindi portati in ambulanza all’ospedale fidentino, e subito sottoposti a terapia nella camera iperbarica per un trattamento ad alta ossigenazione, così da limitare al minimo l’effetto del monossido di carbonio assorbito poche ore prima.
Ora la situazione è tornata sotto controllo, i due sono stati raggiunti dai loro famigliari a Fidenza e i medici hanno escluso rischi per la vita. È stato decisivo il veloce intervento, che ha permesso il ricovero in poche ore. Se i conati di vomito non avessero svegliato la ragazza, permettendole di accorgersi del malfunzionamento dell’impianto, le conseguenze sarebbero potute essere ben più gravi.
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