Gazzetta di Reggio

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Minaccia di far esplodere il condominio

di Silvia Parmeggiani
Minaccia di far esplodere il condominio

Correggio: sfrattata, prima dice di volersi uccidere, poi di far saltare tutto con il gas. Si arrende dopo 3 ore di trattativa

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CORREGGIO. Per la paura di perdere l’alloggio popolare in cui abitava da anni con i due figli ha perso la testa e, ieri mattina, non sopportando l’idea di dover lasciare l'appartamento, una donna ha minacciato di uccidersi gettandosi dal balcone di un appartamento al quarto piano.

A scatenare il gesto - fortunatamente sventato - in via Pirandello (in cui abita la donna), l’arrivo degli agenti giudiziari verso i quali la donna non solo ha inveito, ma anche gettato alcuni oggetti per tentare di fermare lo sfratto esecutivo.

Minacce che la donna però ha rivolto soprattutto a sé stessa con l’intento di richiamare l’attenzione sulla sua situazione familiare ed economica, e che ha allertato anche tutti i vicini di casa. Questi ultimi, per ore, sono rimasti in apprensione, anche perché la donna ad un certo punto ha minacciato di far saltare il condominio con il gas. Un momento di tensione generale che è proseguito fino all’arrivo dei carabinieri e dei vigili del fuoco, che hanno cercato di calmarla e convincerla a calmarsi.

Una trattativa durata ore, durante le quali i carabinieri hanno cercato di tranquillizzare la donna dal balcone dell’appartamento a fianco. Trattativa alla quale hanno poi partecipato anche i servizi sociali, la polizia municipale, l’Acer e Gianmarco Marzocchini, vicesindaco e assessore ai servizi sociali. La situazione sembrava essere rientrata, ma di aprire la porta e far entrare in casa le forze dell’ordine la donna non ne voleva proprio sapere, e per questo sono ripartite, più intense, le minacce di morte. E questa volta la donna ha detto di avere in casa due bombole di Gpl che avrebbe fatto scoppiare, se qualcuno fosse entrato. Per nascondersi, si è barricata in una camera da letto con uno dei due figli.

E’ ancora la paura, il timore di essere portata fuori di casa, a farla parlare e agire, ma in via precauzionale, come da prassi, le forze dell’ordine hanno fatto evacuare entrambe le palazzine di via Pirandello.

Una paura che è cresciuta anche negli altri inquilini che, in fretta, accompagnati dalle forze dell'ordine, sono stati fatti scendere in cortile dove, per ore, hanno seguito tutta la vicenda.

«E’ una storia difficile, quella della signora», dicono alcuni vicini di casa, anche se pochi sanno davvero come stanno le cose. E mentre in cortile l’apprensione era palpabile, lassù al quarto piano si lavorava per trovare un accordo per consentire ai carabinieri e al personale sanitario di intervenire. Dopo oltre tre ore di trattative la donna ha ceduto. Poi si è scoperto che, fortunatamente, le bombole di Gpl in realtà erano bombole di un fornellino da campeggio, cosa che ha permesso di riallacciare il gas al condominio (che in via precauzionale era stato tolto) e di far rientrare i condomini. Da anni la donna, senza lavoro ma con un assegno sociale, ha smesso di pagare l’affitto e il debito accumulato ha portato allo sfratto.

Sembra che il Comune avesse anche cercato di proporre alla donna un piano di recupero dei pagamenti. Evidentemente qualcosa non è andato a buon fine, e la comunicazione dello sfratto è arrivata inesorabile con la fine del mese, ovvero il termine ultimo per rimanere lì. E vista la scandenza, la donna, disperata, ha cercato di mettere in pratica anche l'ultimo gesto che poteva fare nel tentativo di rimanere nell'appartamento, in quella che per lei era ormai la sua casa. Ma da ieri lo sfratto è diventato esecutivo. Per ora, comunque, la donna sarà sottoposta al trattamento sanitario obbligatorio.

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