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Pratofontana da mesi assediata dai ladri

di Miriam Figliuolo
Pratofontana da mesi assediata dai ladri

L’ultimo colpo l’altra notte ai danni di un’artigiano a cui, a una settimana dal furto in casa, hanno rubato l’auto

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REGGIO EMILIA. Come è possibile essere derubati nella propria casa dei propri affetti e valori e, dopo alcune settimana, ritrovarsi pure senza l’auto, presa dai ladri sotto la finestra del proprio appartamento? È successo a Reggio Emilia, nella frazione di Pratofontana, una bella zona residenziale di prima periferia, con tanto verde e dove le persone vanno a vivere alla ricerca di un po’ di tranquillità.

Il quartiere di via Monet invece nelle ultime settimane è caduto nel mirino dei ladri di appartamento a tal punto che non si fanno scrupoli a colpire pure in presenza dei proprietari in casa e anche ripetutamente, e senza farsi scoraggiare neppure dai tentativi falliti. Tra i residenti ora è allarme.

Il più bersagliato è Marco Vivian, un artigiano che abita nella zona con la compagna e il figlioletto di pochi mesi. Per lui la frustrazione, in poco tempo, ha preso il posto della rabbia, subentrata all’iniziale incredulità. Tutti sentimenti comprensibili e che non trovano soddifacente sfogo, almeno per il momento, se non nelle parole e nel racconto.

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«Martedì sono rientrato dal lavoro alle 19 – dice a dir poco amareggiato – e alle 21.30 la macchina, una Clio Sportour era già sparita. Era parcheggiata nel cortile, davanti al garage, proprio sotto la finestra della nostra camera da letto. Immagino siano entrati in azione mentre stavamo cenando. E non ci siamo accorti di nulla. Neppure il cane questa volta».

Questa volta?

«Sì. Una settimana fa invece si è accorto che qualcosa non andava e ha cominciato ad abbaiare. Ci ha dato l’allarme. Mi sono affacciato alla finestra: un uomo era vicino alla mia auto. Se ne è andato subito a passo svelto, appena mi ha visto».

Purtroppo quello dell’auto non è l’unico furto...

«No. Il 24 novembre, giorno della festa del patrono, sono venuti dentro casa. Noi siamo stati fuori tutto il giorno e siamo rientrati alle 19. Abbiamo aperto la porta di casa e abbiamo trovato tutto sottosopra».

Cosa vi hanno preso?

«In casa non abbiamo tanto di valore. Ma quello che c’era l’hanno portato via. Il tablet, la macchina fotografica e la telecamera».

Come hanno fatto a entrare?

«Arrampicandosi sulla grondaia. Siamo al primo piano rialzato, per loro è stato un gioco da ragazzi. Hanno raggiunto la terrazza e tentato di forzare la portafinestra (i segni erano ben visibili). Poi hanno rotto il vetro quel tanto che bastava per raggiungere con le mani la maniglia e aprire».

Altri furti nella zona?

«Almeno altri due in appartamenti vicino al mio. Uno appena tre giorni dopo la “visita” a casa mia. L’altro una decina di giorni dopo, a dicembre. In un raggio di nemmeno 500 metri».

Nella zona ci sarà preoccupazione.

«È naturale. È una strada chiusa con un quartiere residenziale e una coorte, dove vivo io. Finora pensavamo fosse sicura. Poi sono cominciati i furti, prima nella zona di Massenzatico, dove ne hanno fatti diversi. E da un paio di mesi anche qui. Abbiamo fatto denuncia. Io ai carabinieri. Ma non si può certo stare tranquilli in questa situazione».

La speranza ora è che almeno si possa recuperare parte della refurtiva. «Ho sentito che a Modena la polizia ha preso una banda di moldavi. Chiamerò la questura per verificare se tra la refurtiva recuperata non ci sia anche qualcosa di mio». Un tentativo da fare, anche perché ad agire in questi casi spesso e volentieri sono bande ben organizzate che arrivano da fuori. A Pratofontana però sembra proprio non vogliano mollare la presa.

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