Cordoglio per la morte di “Titto”
Rubiera: incredulità a San Faustino e in municipio dove Longagnani lavorava
RUBIERA. Rimane ancora intontita dal dolore, la popolazione rubierese, dopo la morte improvvisa del 48enne Tiziano “Titto” Longagnani, conosciutissimo messo comunale ucciso da un infarto venerdì pomeriggio a San Faustino, di fronte al bar parrocchiale. Un malore improvviso che, nonostante l’allarme immediato e i tanti sforzi dei soccorritori, ha portato alla morte dell’uomo in poco meno di mezz’ora. Una tragedia avvenuta nel cuore di San Faustino, fra il bar e la chiesa, nel paese dove Longagnani è nato e vissuto, e da dove proviene tutta la sua famiglia.
Ma non solo la frazione è sconvolta. La notizia della scomparsa ha fatto rapidamente il giro del territorio rubierese, una mazzata che ha colpito con forza tante persone. In primis i colleghi e gli amministratori pubblici del Comune, ma il dolore è diffuso. D’altronde Longagnani, rubierese doc, era il messo comunale, un incarico che lo portava a girare parecchio e a venire a contatto con tantissimi abitanti, apprezzato per la gentilezza e la cortesia con sui presentava. Ieri sera a San Faustino si è tenuto un primo rosario in sua memoria, mentre i funerali dovrebbero essere officiati mercoledì prossimo, nella chiesa a poche decine di metri dal luogo della morte dello stesso “Titto”. Del decesso, così inaspettato e in una persona tutt’altro che anziana, si parla nei bar, nelle piazze (ieri poi era giorno di mercato a Rubiera) e su Facebook. Nel vivacissimo gruppo “sei di Rubiera se…”, i ricordi devastati dalle lacrime sono numerosissimi, a conferma dell’affetto che circondava Longagnani. (adr.ar.)
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