Rapine, caccia alla banda: sono quattro reggiani
Il gruppo, armato di pistola o cutter, sta imperversando in città da tre mesi La polizia ha in mano filmati e altre tracce lasciate dai malviventi nei vari colpi
REGGIO EMILIA. C’è una banda italiana di quattro rapinatori che da tre mesi sta imperversando nella nostra città. E’ arrivata a questa conclusione la polizia, sulla base di diversi spunti investigativi e soprattutto delle immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno filmato i non pochi assalti che da ottobre stanno terrorizzando dipendenti e clienti delle attività commerciali prese di mira, addirittura con colpi anche più volte nel giro di pochi giorni.
Si tratta di una banda che conosce molto bene il territorio, quindi potrebbe essere composta da malviventi reggiani. Come in altre occasioni, anche nell’assalto di venerdì mattina al Conad di Baragalla è stata prima rubata una macchina (una vecchia Fiat Uno, sottratta giovedì in via Alfieri), poi i rapinatori l’hanno usata per mettere a segno il colpo.
Intorno alle 12.45 sono arrivati al Conad di Baragalla – in via Portella delle Ginestre – e si sono divisi: un bandito è rimasto in auto a far da “palo”, gli altri tre (a volto coperto) sono entrati nel supermercato.
I banditi erano armati di cutter. Si sono fatti largo tra i clienti presenti in quel momento e, mentre uno si soffermava all'ingresso controllando l'eventuale arrivo delle forze dell'ordine, il complice teneva a bada la gente presente nel negozio e il terzo è andato direttamente negli uffici da dove ha "prelevato" il contante dal fondo cassa. Alla banda sono bastati pochi minuti per mettere a segno il colpo, fotocopia di altri avvenuti nei giorni scorsi e lo scorso anno. La macchina del colpo è già stata ritrovata dagli agenti.
A dicembre, ancora, i banditi erano tornati. Avevano fatto irruzione armati di pistola, avevano verso lo stesso orario tenuto in ostaggio sia dipendenti che clienti e vuotato la cassaforte.
Stessa “musica” per i colpi ai danni della catena di negozi Target che tradiscono analogo modus operandi da parte dei rapinatori. Camuffati, armati di cutter o pistola, indossano persino guanti di lattice per non lasciare impronte. Troppe precauzioni che “tradiscono” la tipologia di chi agisce: sono pregiudicati. Solitamente sono assalti-lampo, da parte di gente che sa come muoversi all’interno dei punti-vendita presi di mira, tenendo in pugno gli ostaggi per arrivare in fretta al botino. Una banda che ha colpito anche in altri esercizi commerciali in questi ultimi tre mesi: non sarà facile da individuare.
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