Smog, a Reggio l’aria resta pesantissima
La nostra città è seconda soltanto a Parma per il numero di sforamenti a gennaio: quindici in venticinque giorni
REGGIO EMILIA. Il 2014 ha riservato un’aria più pulita del solito, per i cittadini dei capoluoghi dell’Emilia Romagna. “Solo” cinque capoluoghi su 10, infatti, hanno sforato i 35 giorni di superamento dei limiti di PM10 concessi dalla normativa. Parma, Rimini e Reggio Emilia restano le realtà più critiche. A dirlo sono i dati del dossier Mal'Aria 2014 sulla qualità dell'aria.
L’ANNO NUOVO. Potrebbe sembrare una buona notizia, per tutta la Regione e in particolare per la nostra città: nel 2014, le giornate in cui si sono registrate gli sforamenti sono state 50, sei in meno dell’anno precedente, il 2013 da cui - almeno per Reggio - è nettissima l’inversione di tendenza, dal momento che mel 2012, vero anno terribile per la nostra aria, gli sforamenti erano stati 93, nove in più rispetto al 2011 (84 sforamenti come nel 2010). Nel 2009 gli sforamenti erano stati invece 80.
Sarebbero insomma, numeri confortanti, quelli del dossier di Legambientem se i dati di gennaio 2015 non mostrassero un netto peggioramento della situazione. Qui a fianco riportiamo la tabella di riepilogo dei primi 25 giorni del 2015. E sono dati negativi.
In particolare, Reggio ha fatto registrare 15 sforamenti, seconda soltanto a Parma.
Tutti i capoluoghi hanno già superato i dieci giorni di sforamenti, nel solo mese di gennaio, con Parma già a quota 20 e Reggio Emilia a quota 15. Dati estremamente preoccupanti - sottolinea Legambiente - che ricordano la necessità di mettere in campo subito azioni per migliorare la qualità dell’aria così pesantemente compromessa nella zona del bacino padano.
Commentando i dati del suo dossier, Legambiente chiama in causa la Regione: è infatti a Bologna che si dovranno decidere misure alternative da adottare.
MENO AUTO, MENO SMOG. Lo chiedono da tempo anche gli amministratori reggiani, dopo aver constatato che le misure fin qui adottate nell'ambito del piano regionale, non si sono rivelate efficaci.
In particolare è stato appurato che al calo degli agenti inquinanti nell'aria dello scorso anno corrisponderebbe però anche un calo sensibile delle auto in circolazione, che in parte spiegherebbe il risultato positivo.
ORA SI CAMBIA. FORSE. Secondo Legambiente «E’ indispensabile che la nuova giunta riprenda immediatamente in mano il Piano Aria 2020 e ne acceleri l’approvazione, evitando di dimenticarlo in un cassetto.
E’ fondamentale che trovino al più presto attuazione le misure contenute nel piano, e siano coordinate con politiche di promozione della mobilità pubblica su ferro con attenzione all’intermodalità e - sottolinea Legambinete - il caso della cancellazione dell’abbonamento bici+treno non è un buon segnale».
Invero, nel presentare il programma della sua giunta, il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha proprio citato il piano antismog, anticipando anche quello che aveva già detto in campagna elettorale: «Le misure antismog oggi in vigore - ha detto nell’illustrare il programma della sua giunta - non mi hanno mai convinto. Vedremo cosa si può fare».
Sempre secondo Legambiente serve anche maggiore spinta verso la riqualificazione urbana, con meccanismi che favoriscano l’efficientamento energetico degli edifici delle nostre città. Tutte azioni che potrebbero essere finanziate dirottando gli investimenti previsti per nuove strade ed autostrade, come il passante Nord di Bologna o la Cispadana.
massimosesena
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