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Nove intossicati dal monossido in tre notti

di Adriano Arati
Nove intossicati dal monossido in tre notti

Genitori e figlia di Poviglio ricoverati a Fidenza, una coppia di Gualtieri in osservazione all’ospedale di Guastalla

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GUALTIERI. Cinque persone ricoverate nella notte per intossicazioni di monossido di carbonio. E quattro costrette alla stessa strada nei giorni precedenti. Sono nove, nelle ultime tre sere, i reggiani finiti all’ospedale dopo aver esalato fumi tossici, generati da bracieri, stufe o camini malfunzionanti. Gli ultimi due casi sono avvenuti nella notte fra sabato e ieri, coinvolgendo anche una bimba di sette anni.

A Gualtieri, in un’abitazione in strada Gazzo 6, una coppia ha avuto un malore dopo aver acceso un braciere, che voleva usare per riscaldare l’ambiente. Verso le 22.30 i due sono riusciti a dare l’allarme, dopo essersi accorti del problema, facendo intervenire i sanitari, che li hanno portati all’ospedale di Guastalla per una serie di controlli precauzionali. Non ci sono conseguenze gravi né per l’uomo né per la donna.

Più pericolosa la serata vissuta da una famiglia tunisina residente a San Sisto di Poviglio. Gli operatori del 118 hanno ricevuto una chiamata di emergenza, hanno raggiunto la casa e soccorso una donna trentenne, condotta all’ospedale di Guastalla per accertamenti. I carabinieri della stazione di Boretto, avvisati dell’accaduto dal personale medico, si sono recati a San Sisto per gli accertamenti del caso, visto che l’ipotesi principale era quella di un’intossicazione da monossido di carbonio.

Arrivati nella frazione povigliese, hanno rintracciato anche il marito e la figlia, di sette anni, della ragazza ricoverata. Anche i due famigliari non stavano bene e sono stati accompagnati dai militari al presidio ospedaliero guastallese. Lì i medici hanno deciso di inviare l’intera famiglia a Fidenza, la struttura attrezzata più vicina, per un trattamento con la camera iperbarica, in modo da garantire ossigenazione e ridurre al minimo i rischi causati dall’assorbimento di monossido di carbonio. L’origine del problema è un braciere, usato dai due genitori per cucinare in casa.

Una scena simile era avvenuta venerdì sera a Carpineti, con una coppia portata anch’essa a Fidenza. La sera precedente, invece, erano stati male due anziani di Montecavolo, marito 75enne e moglie 70enne, intossicati dal malfunzionamento di un braciere a carbone messo in funzione dopo la rottura della loro stufa a pallet, per evitare di passare la nottata al freddo. Il carbone però non si è bruciato completamente, generando esalazioni molto intense. Fortunatamente i due coniugi si sono accorti dell’odore strano e, quando hanno iniziato ad avere giramenti di testa, hanno fatto in tempo a chiamare il 118.

La coppia è stata soccorsa in poco tempo, le finestre spalancate per disperdere l’odore. Dopo un paio di giorni in osservazione all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, il 75enne e la 70enne hanno potuto fare ritorno a casa.

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