Centrali biogas, le opposizioni «Che verifiche fa il Comune?»
CORREGGIO. La lista SiTuSi ed il M5S di nuovo uniti per la battaglia contro la proliferazione delle centrali biogas e, soprattutto, per far sì che siano resi pubblici sia i piani di monitoraggio sia...
CORREGGIO. La lista SiTuSi ed il M5S di nuovo uniti per la battaglia contro la proliferazione delle centrali biogas e, soprattutto, per far sì che siano resi pubblici sia i piani di monitoraggio sia i risultati dei controlli finora effettuati da Comune e Provincia sulle centrali del territorio. «La deliberazione dell’assemblea regionale dell’Emilia Romagna del 26 luglio 2011 obbliga gli enti che rilasciano autorizzazioni per le centrali a biogas (nel nostro caso il Comune di Correggio e la Provincia di Reggio Emilia) a prevedere i piani di monitoraggio delle emissioni odorigene» spiegano i capogruppi. «In quest’ottica, di tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, abbiamo presentato un’interrogazione a risposta scritta per monitorare se il Comune svolga in pieno il proprio ruolo di primario baluardo della difesa della salute dei cittadini, controllando scrupolosamente l’applicazione delle leggi e dei regolamenti su questi temi così delicati».
In questi giorni, poi, la notizia che l’Unione dei Comitati per l’ambiente e la qualità della vita ha inviato al ministro dell’Agricoltura, al ministro dell’Ambiente, alla Conferenza Stato Regioni, alla Corte dei Conti e ad altri soggetti interessati, un nuovo atto di diffida.
«Lo sviluppo di un attività industriale come è il biogas, cosi impattante dal punto di vista ambientale e importante dal punto di vista economico (grazie ai generosi contributi pubblici che esse incassano dallo Stato), ha portato tanti cittadini a chiedere quantomeno la massima trasparenza sulla gestione di queste aziende e chiarezza sul loro impatto nel territorio, sia per quanto riguarda la salute ma anche per la trasparenza degli atti amministrativi che consentono a queste società di accedere ai sostanziosi incentivi pubblici» spiegano il comitato Ronchi per l’Ambiente, il comitato “Salviamo il Paesaggio” di Reggio Emilia e l’associazione “Ambiente e Salute di Correggio e San Martino in Rio”. «A tutt’oggi molti cittadini ritengono che le amministrazioni e la politica abbiano fatto poco o nulla per rendere chiara la situazione e dare risposte certe alle domande inevase su questa tipologia di impianti».
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