Delitto di Forche, è caccia a due killer albanesi
L'accoltellamento mortale di Marco Montruccoli e il ferimento del fratello Matteo potrebbero essere un regolamento di conti nell’ambito dello spaccio di stupefacenti
QUATTRO CASTELLA. E’ caccia a due killer albanesi che avrebbero ucciso il più giovane dei due fratelli Montruccoli – l’artigiano edile 34enne Marco – e ferito gravemente il 39enne Matteo nell’abitazione di quest’ultimo, in via Fausto Coppi 2 alle Forche di Puianello. S’indaga, perciò, imboccando decisamente la pista dell’aggressione (ben presto scemata quella della lite familiare finita in tragedia) e che si tratti di due dal coltello facile lo dicono sia l’unico sopravvissuto da quei fendenti, sia dei testimoni che hanno visto lunedì – nel buio – fuggire due persone dalla casa a schiera dov’erano poco prima risuonate urla strazianti. Matteo ha parlato in modo confuso di due aggressori già lunedì notte, in ospedale a Reggio, prima di essere operato d’urgenza per le serie ferite al torace, con una coltellata che ha interessato i polmoni.
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Una ricostruzione confermata poi ieri mattina nel lungo interrogatorio affrontato sempre da Matteo nel reparto di Anestesia e rianimazione semintensiva post-operatoria del Santa Maria Nuova. Per circa tre ore, pur in condizioni precarie, il 39enne ha risposto alle domande del sostituto procuratore Maria Rita Pantani che coordina le indagini dei carabinieri: ne è uscito un racconto che ora gli inquirenti stanno verificando, da qui la ricerca di riscontri attraverso una lunga serie di interrogatori (una decina) nella caserma dell’Arma di corso Cairoli a Reggio.
Testimonianze raccolte a tamburo battente, proseguendo nella notte. Un paziente lavoro di ricostruzione di frequentazioni, amicizie, circostanze a cui il ferito ha fatto riferimento. Riscontri alle parole del sopravvissuto a tanta ferocia sono in corso anche attraverso i tabulati telefonici e i contatti del cellulare che è stato trovato sul luogo del delitto. Dietro alle ultime telefonate potrebbero esserci gli assassini. Dalle sue parole sarebbe uscita anche un’identificazione sommaria («Li conosco, ma non so come si chiamano di preciso») dei due killer albanesi su cui si stanno concentrando le indagini ed attorno ai quali il cerchio investigativo si starebbe pian piano chiudendo.
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E il movente? L’ipotesi investigativa è quella del regolamento di conti e lo scenario in cui sarebbe maturato questo delitto è quello degli ambienti legati allo spaccio di droga. Il sopravvissuto ha già avuto in passato problemi giudiziari di questo tenore, attualmente non lavora e quella dello spaccio di stupefacenti potrebbe essere un “peccato” tornato nuovamente a macchiare la sua esistenza. Gli aggressori albanesi ora ricercati si saprebbero muovere molto bene nel mercato della droga. Gente dura, violenta, disposta anche ad uccidere quando le cose non vanno secondo i loro piani.
Resta da capire perché il fratello minore Marco, trafitto a morte, fosse andato lunedì nel tardo pomeriggio a casa di Matteo, visto che fra i due i rapporti sarebbero stati non eccellenti. Marco – incensurato, con un lavoro regolare nel campo dell’edilizia e specificatamente nell’azienda di famiglia – potrebbe aver pagato a caro prezzo una storia (una partita di droga non pagata?) in cui lui non c’entrava nulla, trovandosi nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
Che i due fratelli siano stati accoltellati è fuori discussione e ieri, nell’abitazione dell’orrore, sono stati sequestrati alcuni coltelli per capire se vi siano impronte o materiale biologico utile per le indagini-
Stesso discorso per la pistola – con matricola abrasa – trovata dai carabinieri a circa venti metri dal luogo dell’omicidio, vicino ad una siepe ma anche al furgone (è del morto o dei killer?) che è stato messo sotto sequestro ed ora è al vaglio di accertamenti scientifici sempre alla ricerca di indizi. La pistola clandestina è di uno dei due killer che l’ha persa fuggendo? Sul luogo del delitto anche ieri mattina erano presenti i carabinieri che hanno posto sotto sequestro l'abitazione e inviato i rilievi eseguiti al Ris di Parma per gli accertamenti. Oggi verrà eseguita l’autopsia nell’istituto di Medicina legale di Modena, mentre ieri è stato effettuato dal perito l’esame esterno del cadavere e un accertamento radiologico.
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