Oltre 500 paia d’occhiali per i bisognosi
Sono quelli usciti in un decennio dai laboratori dell’Istituto Galvani-Iodi insieme ad almeno 400 protesi dentarie
REGGIO EMILIA. A confermare il sentimento di solidarietà che anima molti reggiani – una dote che può essere coltivata anche sui banchi di scuola – ci sono talvolta esempi di silenziosa ma concreta partecipazione verso chi soffre che colpiscono profondamente. Una tangibile testimonianza in questo senso è stata offerta sabato scorso a margine del convegno sulla “Donazione di beni, tempo ed organi” che si è svolto nell’aula magna dell’università a cura del Lions di Albinea e del Rotary cittadino con il patrocinio del Comune. Nell’occasione alcuni studenti dell’Istituto d’istruzione superiore Galvani-Iodi di via della Canalina hanno documentato l’attività che svolgono a favore di chi non ha risorse per dotarsi di protesi essenziali per riuscire a vedere o per alimentarsi. Il primo progetto è stato battezzato “Accendiamo la vista” e prosegue il programma Chaaria inizialmente rivolto ai pazienti del cottolengo di una città del Kenya. Il secondo ha il nome della Convenzione stipulata con l’Ausl (che invia ogni settimana un proprio medico) e con la Caritas che segnala gli indigenti. Ora si sono collegati anche i Servizi sociali di diversi Comuni della provincia. Il paziente si presenta con la prescrizione del difetto e torna anche più volte per verificare che il lavoro sia corretto. L’onere della protesi è assunto da associazioni impegnate nel sociale. In pratica i giovani, mentre imparano le future professioni, sotto la vigilanza dei docenti svolgono un apprendistato, che viene indirizzato a chi soffre, da bambini di pochi anni ad anziani in età avanzata.
«In un decennio - spiega il professor Alessandro Corsini - i nostri allievi hanno creato circa 550 paia di occhiali ed almeno 4.000 protesi dentarie che sono state inviate ad alcune popolazioni africane o applicate a dei nostri concittadini che i servizi sociali hanno individuato e classificato come assolutamente indigenti».
In pratica, ogni anno, sono uscite poco meno di un centinaio di occhiali da vista e almeno quattrocento montature dentarie e dai laboratori della scuola sono riuscite a ridare il piacere della vista (“Vedere è un diritto di tutti” recita lo slogan del progetto) e della masticazione a chi non aveva soldi per affrontare questa spesa.
«Nessuna concorrenza agli esercenti che operano sul territorio alcuni dei quali anzi collaborano - ha tenuto a precisare il docente - ma un esercizio di approfondimento svolto da un gruppo di nostri allievi che nei fatti si trasforma in solidarietà». «Aiutare le persone povere è davvero importante” riporta la testimonianza di un ragazzo della quinta classe Ottici. «Le mie giornate a scuola sono diventate più significative e soddisfacenti» aggiunge un allievo della terza.
Il duplice programma si sviluppa nelle classi dei tre corsi finali di studio, dalla terza alla quinta classe. Un ampio reportage curato dall’Istituto documenta anche una spedizione per portare protesi oculari a Manakara, in Madagascar e nella regione keniana di Meru a 400 chilometri da Nairobi. La solidarietà reggiana non conosce confini.
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