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Dipendenti dal web nuova emergenza

Dipendenti dal web nuova emergenza

“Perdersi nella rete”: se ne parla stasera nella sede del Ceis I rischi non riguardano solo i giovani ma anche gli adulti

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REGGIO EMILIA. “Perdersi nella rete” non è solo il titolo della serata di approfondimento che il Ceis ha organizzato per stasera dalle 20.30 in poi nella propria sede in via Codro 1/1.

E’ anche una delle tante e nuove dipendenze correlate all’utilizzo sempre più diffuso della tecnologia.

«Un problema che non riguarda solo i giovani - spiega l’organizzatore della serata Eliseo Bertani - ma anche gli adulti uomini e donne che siano».

Con i primi che in rete si perdono tra i siti pornografici, o le donne che restano in perenne attesa di un sms o di un post o un tweet o i giovani che si rifugiano tra le mura domestiche nel mondo virtuale dei giochi di ruolo on-line. Senza dimenticare poi i giochi on-line, sempre più diffusi.

A dirlo sono i dati secondo i qual circa il 20% degli adolescenti trascorre dalle due alle cinque ore al giorno in rete utilizzando pc, tablet, smartphone in maniera compulsiva.

La serata di approfondimento sull’uso del web sarà divisa in due parti: Mauro Cipressi si occuperà dell’uso e dell’abuso degli adulti, mentre Mauro Incerti e Tommaso Bertolini si occuperanno dei giovani.

Proprio i due operatori del Cps (Cooperativa di Prevenzione sociale) che nella loro attività sono entrati in contatto con adolescenti che sono dei “vamping” che fino a tarda notte stanno sui social media e navigano in internet.

E se fino ad ora non sono stati ancora organizzati veri e propri corso di recupero per aiutare chi non usa più questi nuovi strumenti ma ne è diventato dipendente, qualcosa si sta muovendo.

Ma la serata non vuole solo segnalare queste nuove dipendenze che in diversi casi possono essere legate ad altre come il gioco d’azzardo, l’alcolismo o l’uso di stupefacenti, ma anche una riflessione più ampia sull’uso del web.

Che come sostiene l’altro relatore dell’incontro Mario Cipressi, che è anche il responsabile del sito www.drogaonline.it, «la rete non rappresenta un fine ma un mezzo che ha anche molti punti di forza perché se in rete è possibile perdersi è anche possibile ritrovarsi». (r.f.)

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