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il delitto delle forche

Il giallo della pistola abrasa: forse è di Matteo

Mauro Grasselli
Il giallo della pistola abrasa: forse è di Matteo

Trovata in una siepe nei pressi della casa. Numero di matricola in parte cancellato

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QUATTRO CASTELLA. E’ l’una e mezza di notte quando i carabinieri della Scientifica, dopo il sopralluogo nell’appartamento di Matteo Montruccoli e nel piccolo cortile delimitato da un muretto in pietra, esplorano la zona circostante e trovano una pistola.

Un’arma misteriosa, perché il numero di matricola risulta parzialmente abraso. Di conseguenza, non è semplice arrivare a identificare il proprietario.

Il ritrovamento avviene a una ventina di metri dal piccolo appartamento in cui vive Matteo Montruccoli, alle Forche di Puianello, al civico 2 di via Fausto Coppi, laterale della statale 63. Dall’altra parte della strada, al civico 1, c’è una palazzina che, sul lato affacciato sulla statale, ospita i locali del negozio “Tecno Tenda”. Tra il negozio e la statale c’è un piccolo parcheggio, delimitato a Nord da una siepe che lo divide dal piazzale del ristorante-pizzeria Fiordalisa.

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Proprio a ridosso della siepe la Scientifica scopre la pistola misteriosa, di cui sarà importante capire come e perché è stata gettata in quel luogo. Un’arma non utilizzata nel corso dell’aggressione nell’appartamento di Matteo Montruccoli, dal momento che a ferire lui e ad uccidere il fratello Marco è stata un’arma da taglio. Ma perché è lì, quella pistola? E da chi è stata gettata, quasi certamente subito dopo l’aggressione? E ancora: se la pistola non è stata usata durante quegli istanti di lame, grida e sangue in casa Montruccoli, perché è stata buttata a terra, ai piedi della siepe?

L’attenzione della Scientifica nel corso della notte viene suscitata anche da un piccolo furgone di colore blu, parcheggiato davanti al negozio “Tecno Tenda”, vicinissimo – un paio di metri – al punto in cui è stata trovata la pistola con la matricola in parte abrasa. I carabinieri lo esaminano attentamente, poi decidono di eseguire accertamenti più approfonditi, in un ambiente più adatto. Così all’1.50 della notte arriva un carro attrezzi, che carica il furgoncino e lo porta via.

Nel frattempo, all’interno dell’abitazione altri carabinieri della Scientifica analizzano la stanza in cui è avvenuto il delitto: il soggiorno affacciato sul piccolo cortile mediante una porta-finestra di colore bianco, che resterà spalancata per buon parte della notte.

Un telo bianco chiude la parte inferiore della porta-finestra per impedire di vedere, da fuori, la scena del delitto. Dietro il telo, infatti, in una pozza di sangue c’è il corpo senza vita di Marco Montruccoli, finito con una dozzina di coltellate al torace e all’addome.

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Sono ormai trascorse più di sette ore dal delitto, fissato alle 19.30 dal momento che a quell’ora due vicini di casa sentono urla fortissime e vedono due persone allontanarsi di corsa dall’abitazione di Matteo Montruccoli.

La Scientifica e il pm Maria Rita Pantani – presente assieme ai carabinieri di Quattro Castella, al Nucleo investigativo di Reggio e al capitano della Compagnia, Giuseppe Nardò – ritengono conclusi gli accertamenti della scena del delitto. Il cadavere può essere rimosso. Alle 2.50 arriva il carro funebre della ditta Reverberi, che provvede a trasportare la salma all’obitorio.

Si avvicina l’alba e l’accesso a via Fausto Coppi – inizialmente impedito dal nastro bianco e rosso teso dai carabinieri – viene riaperto. La porta-finestra bianca viene chiusa e viene affisso il cartello che attesta il sequestro giudiziario dell’appartamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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