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PERQUISIZIONI

Armi, perquisita la casa dell'ex bomber Vincenzo Iaquinta

Armi, perquisita la casa dell'ex bomber Vincenzo Iaquinta

Le due pistole che avrebbe dovuto custodire l'ex attaccante della Juventus e della Nazionale, campione del mondo nel 2006, sono state trovate a casa del padre Giuseppe, arrestato per mafia nell'ambito dell'operazione Aemilia.
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QUATTRO CASTELLA (REGGIO EMILIA). Nell'ambito dell'indagine Aemilia della Dda di Bologna, è stata effettuata una perquisizione a casa di Vincenzo Iaquinta, ex attaccante della nazionale azzurra e campione del mondo di calcio nel 2006, a Montecavolo di Quattro Castella. L'ex bomber per ora non risulta indagato. Le due pistole che avrebbe dovuto custodire sono state trovate nel corso di una perquisizione a Reggiolo, a casa del padre Giuseppe, che è uno tra i 117 arrestati per mafia nell'ambito della maxi inchiesta AEmilia, che ha visto i carabinieri di Reggio, Modena, Bologna, Parma lavorare per quattro anni.

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Poco dopo mezzogiorno, i carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia hanno così effettuato una perquisizione nella casa di Vincenzo Iaquinta, a Roncolo di Quattro Castella, dove però non hanno trovato ulteriori armi.

I carabinieri hanno anche perquisito le abitazioni dei fratelli di Giuseppe Iaquinta, ai quali l'imprenditore edile originario di Cutro e residente da anni a Reggiolo aveva affidato le sue armi dopo l'interdittiva del prefetto di Reggio Emilia, per vedere se effettivamente le avevano loro e come le custodivano.

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Ecco come l'ordinanza del gip sull'Operazione Aemilia tratteggia il genitore

Pur non essendo coinvolto nella consumazione di reati fine, Giuseppe IAQUINTA è un soggetto di rilievo all’interno dell’organizzazione criminale. Egli, innazitutto, è in stretto contatto con i vertici dell’associazione.

Sono state infatti accertate frequentazioni con GRANDE ARACRI Nicolino e nel luglio 2011 dopo un summit in Cutro a cui ha partecipato anche GUALTIERI Antonio, è stato coinvolto  nel progetto di realizzazione di un pool di imprese reggiane (vicine o contigue al sodalizio) per andare ad acquisire importanti appalti nella zona di Cutro o comunque in Calabria. Partecipa al matrimonio della figlia di GRANDE ARACRI Nicolino, raccontando  la cerimonia a PAOLINI Alfonso con il quale è in stretto contatto.

IAQUINTA interviene anche a numerose riunioni – anche conviviali – con altri sodali e con appartenenti alle Forze di Polizia, spesso avvicinati col pretesto di omaggiarli di alcuni gagdet riferibili al figlio Vincenzo, già nazionale di serie A,  all’epoca dei fatti tesserato con una nota squadra di calcio piemontese.   

Nell’anno 2012 la Prefettura di Reggio Emilia a seguito di opportuni accertamenti ha emesso nei confronti di IAQUINTA Giuseppe, BRESCIA Pasquale, PAOLINI Alfonso, MUTO Antonio e COLACINO Michele, il divieto di detenere armi ed esplosivi, perchè ritenuti contigui agli ambienti ‘ndranghetisti cutresi.

Egli, inoltre, è coinvolto a pieno titolo  nel patto stipulato con PAGLIANI Giuseppe, essendo fra i pochi ad essere invitato sia al summit segreto del 2 marzo  2012 (al quale non potrà partecipare), sia alla cena conviviale del 21 successivo.

IAQUINTA è uno dei destinatari dei messaggi inviati da Nicolino SARCONE l’indomani della pubblicazione della sua intervista sull’edizione del 3 febbraio 2013 de ‘Il Resto del Carlino’- Partecipa, infine, al matrimonio di Salvatore CANDELIERI in Germania.

Il complesso, la cadenza e la natura delle frequentazioni inducono quindi, con tutta evidenza,  a formulare un giudizio di piena intraneità al conorzio criminale. In ragione delle sue consistenti disponibilità economiche  IAQUINTA viene, in particolare, interessato nel c.d. Affare Blindo (per la cui ricostruzione  si rimanda  all’Informativa 7.5.2013 Comando Compagnia CC di Fiorenzuola d’Arda, pp. 1539-1584). In particolare, egli  è colui  che materialmente procura una somma di oltre 800.000  Dollari USA affinché si proceda al cambio della somma di 1.400.000 €uro proveniente da una rapina ad un furgone blindato, operazione finanziaria avviata dal sodalizio.

Questa somma in euro risulta a disposizione di (omissis) (soggetto pluripregiudicato gravitante tra Nizza e Sanremo) che intavola – attraverso l’intermediazione di TATTINI Roberta ed altri – la conclusione dell’affare con il sodalizio di ‘ndrangheta gravitante in Emilia rappresentato da GUALTIERI Antonio e, nella circostanza, da VILLIRILLO Romolo.

L’affare, però, non va in porto per il forfait di (omissis) che non interviene – in Reggio Emilia – al summit del 19.06.2011 in cui materialmente erano presenti i dollari da consegnare, riposti in un cartone e ben visti dalla consulente TATTINI Roberta. E’ la stessa TATTINI, in una conversazione intercettata un anno dopo,    a confermare che IAQUINTA aveva la disponibilità del denaro"

 

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