Operaio 38enne resta incastrato, è grave
Il lavoratore di Bibbiano bloccato per mezz’ora tra le macchine automatizzate: ricoverato in prognosi riservata
REGGIO EMILIA. È rimasto incastrato tra le macchine robotizzate poste sulla linea di montaggio che assemblano i manufatti. Per liberarlo è servita quasi un’ora, ma alla fine un operaio di 38 anni è stato salvato dalla morsa di ferro nella quale era rimasto intrappolato.
E’ un grave infortunio sul lavoro quello avvenuto ieri mattina poco dopo le 9 in uno dei capannoni in zona Annonaria della Lombardini, storica azienda reggiana che produce motori. I vigili del fuoco sono interventi in via Cavaliere del Lavoro Adelmo Lombardini per soccorrere l’operaio Domenico Rigano – originario di Messina e residente a Bibbiano – che, per cause ancora in corso di accertamento, aveva il busto schiacciato nei meccanismi di una grossa macchina utensile.
L'infortunato è stato assistito dai sanitari del 118 e i vigili del fuoco hanno operato per lungo tempo per sbloccare la macchina in modo da poter liberare l'uomo, senza provocare ulteriori lesioni. Oltre ai vigili del fuoco e al personale sanitario del 118, sono intervenuti anche i carabinieri di Reggio, la polizia, l'Ausl, il Servizio prevenzione infortuni ambienti di lavoro per ricostruire l'esatta dinamica.
L'uomo è rimasto sempre vigile ed è stato infine trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio,dove è stato affidato alle cure dei medici. Dopo gli accertamenti, è stato trattenuto nel reparto di Rianimazione in prognosi riservata. E’ in osservazione. Non è ancora chiaro quali siano le cause dell’incidente. La linea di produzione è ad alta meccanizzazione: il lavoro di assemblaggio viene compiuto dalle macchine in maniera automatica, con il controllo da parte dei tecnici specializzati. In linea teorica, non è necessario l’intervento in linea da parte degli operai. La struttura è fornita di tutti i sistemi di sicurezza: secondo una prima ricostruzione, le macchine si sono bloccate grazie ad un allarme interno del circuito di produzione che ha ravvisato il rallentamento della linea. In mezzo ai robot c’era infatti l’operaio, che è stato trascinato e schiacciato da questi: l’allarme è stato subito lanciato e i soccorsi sono giunti pochi minuti dopo l’infortunio.
Ora, tocca ai funzionari della Medicina del lavoro coordinati dal dirigente Mauro Grossi ricostruire la dinamica dell’incidente e capire come mai l’uomo si trovasse in una zona che dovrebbe invece essere interdetta alle persone quando il meccanismo è in fuzione. Giorgi Uriti, segretario dei metalmeccanici della Fim Cisl, interviene esprimendo vicinanza all’operaio. «Il tema della sicurezza – aggiunge – è ogni giorno, in ogni azienda, di primaria importanza: chiederemo alla ditta un incontro per capire cosa è successo».
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