Cordoglio e lacrime per l’ultimo saluto alla giovane Wafaa
Novellara: il feretro sotto una tenda davanti alla moschea circondato da tanti amici e parenti. Ora riposerà in Marocco
NOVELLARA. Dopo l’autopsia e con l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, ieri pomeriggio la salma di Wafaa Haikel è tornata a Novellara, da dove la dolce e sfortunata ragazza ventiduenne era partita all’inizio dell’anno per il lungo calvario che si è concluso il 23 gennaio con la fine della sua giovane vita.
Per l’ultimo addio a Wafaa erano state allestite due tende nel piazzale di largo della Solidarietà e della Pace, davanti alla sede dell’Avis, a pochi metri dalla piccola moschea di via Falcone. La bara è arrivata da Reggio poco dopo le 16, seguita dai familiari della ragazza, i genitori e tre fratelli, e collocata sotto la tenda bianca, coperta da un drappo verde decorato con scritte dal Corano.
Ad accoglierla tanta gente: le amiche, le compagne e i compagni di scuola e di lavoro, molti dei quali non hanno saputo trattenere le lacrime, ma anche tante persone che hanno sentito il bisogno di stringersi attorno ad una famiglia così crudelmente colpita; molti i giovani, numerosi i componenti della comunità marocchina.
Dopo un tempo lungo di silenzio e di commozione, sono intervenuti con brevi parole di cordoglio l’ex assessore ai giovani Youssef Salmi e l’assessore alla scuola Marco Battini a nome della sindaca. Salmi ha anche ringraziato William Tondelli degli Arcieri dell’Ortica che ha curato la logistica della mesta cerimonia; toccanti le parole di ringraziamento del padre.
Infine l’Imam della moschea ha invitato alla preghiera, con gli uomini allineati su più file al centro davanti alla bara e le donne intorno. Al termine della preghiera, la salma è ripartita per l’aeroporto di Bologna, da dove verrà trasferita in Marocco. Wafaa riposerà così nella terra di origine della sua famiglia, accanto ai suoi avi. Come è giusto che sia, anche se lei era novellarese di nascita e a tutti gli effetti.
A Novellara ha vissuto tutta la sua breve vita, ha frequentato tutti gli ordini di scuola fino al diploma conseguito all’Istituto Professionale di Stato. Qui aveva le sue amicizie, aveva fatto vari lavori saltuari per aiutare la famiglia in attesa di un lavoro vero. In altre occasioni Youssef Salmi, che l’ha conosciuta e vista partecipare attivamente a tante iniziative da lui promosse, l’ha citata come un’immigrata modello della seconda generazione, capace di combinare serenamente i valori familiari con le leggi e le regole del paese che l’ha vista nascere e accolta.
I primi segnali del male che l’avrebbe stroncata si sono manifestati alla fine dell’ottobre scorso, con mal di testa persistenti. Verso la fine dell’anno era stata ricoverata brevemente per accertamenti nel reparto di Neurologia del Santa Maria Nuova. Il 4 gennaio, continuando il dolore, venne ricoverata nel reparto di Osservazione breve intensiva dell'ospedale di Guastalla.
Il 7 gennaio ritorno all’ospedale di Guastalla e il giorno dopo fu trasferita di nuovo nel reparto di Neurologia di Reggio Emilia. Dopo 17 giorni è entrata in come e, trasferita in Rianimazione, ha cessato di vivere. Una vicenda che ha annichilito dal dolore una famiglia e ha colpito profondamente e dolorosamente un'intera comunità. Le ragazze degli Arcieri dell'Ortica hanno dedicato a lei il 45° titolo italiano di tiro con l'arco indoor junior conquistato domenica ai campionati di Rimini.
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