Il Fronte Nazionale apre nella zona ceramiche
L’inaugurazione rinviata per maltempo. «Solo gente onesta e niente estremisti: né Che Guevara, né Mussolini»
CASTELLARANO. Il lepenismo sbarca sul nostro territorio. Il Fronte Nazionale italiano oggi alle 17 doveva inaugurare la sua prima sede a livello regionale: quella della sezione modenese, che però è a Castellarano, in via Radici Sud 10/a. Causa maltempo, l’inaugurazione è stata rinviata. Si tratterebbe di una sistemazione provvisoria, in un locale messo a disposizione da uno dei militanti.
«Non ricevendo finanziamenti pubblici, dobbiamo arrangiarci come possiamo – spiega il coordinatore modenese del Fronte Nazionale, Carlo Cigliana – ma siamo già alla ricerca di una sede stabile sul territorio provinciale».
Dichiaratamente ispirato all’omologo Front National francese, partito fondato fondato nel 1972 da Jean-Marie Le Pen, leader fino alle dimissioni avvenute nel 2011, a seguito delle quali è diventata leader la figlia Marine Le Pen – il Fronte Nazionale si propone come «né di destra né di sinistra», anche se ammette un orientamento «liberal conservatore». Sull’immigrazione, ad esempio, la linea è chiara.
«Chi viene qui deve rispettare le nostre leggi». Cigliana sottolinea più e più volte di «non essere assolutamente razzista». Però, «se io vado all’estero, per educazione, devo rispettare le leggi dei paesi in mi reco. E pretendo che si faccia lo stesso da noi». Prende le distanze dagli estremisti («non dico mica: affondiamo i barconi»), ma vuole regolamentare il flusso migratorio. «Io, senza lavoro, posso andare in Svizzera? Sì, per le vacanze. Poi, però, se non dimostro di lavorare, mi rimandano a casa. Allora, regoliamo. Perché quando arrivano qui poi spariscono. Se la cosa fosse regolata, per carità, abbiamo tutti il diritto di girare nel mondo».
Nell’ottica di Cigliana, servirebbe un permesso di soggiorno. Tempo due mesi per trovare un lavoro. «Altrimenti torni a casa». Anche perché, continua il segretario provinciale, se li vogliamo aiutare davvero, «dovremmo aiutarli nel loro paese». Una visione che ricorda quella della Lega Nord. Ma sul punto Cigliana è categorico. Quando gli si chiede se, vista la comunanza di idee, siano stati aperti contatti con esponenti del Carroccio, risponde con un «assolutamente no. Non voglio avere nulla a che fare con chi, nel corso del tempo, ha dimostrato di spostarsi da una parte all’altra».
E nemmeno il nuovo corso di Salvini convince fino in fondo. Anzi, «si sta dimostrando anche lui un opportunista. E poi è più estremista di noi». E dire che proprio la Lega è una delle più ferventi sostenitrici italiane di Marine Le Pen. Cigliana non se ne stupisce affatto. «Tanti si vogliono riconoscere in questo progetto. Si sta creando anche il Fronte Nazionale Italia, ma francamente non è famiglia nostra. Anche la Meloni ultimamente si è avvicinata. Si stanno accorgendo che Fn ha trovato una posizione in Francia e cercano di ripetere l’esperimento qui da noi».
Da parte sua, il Fronte Nazionale rivendica di avere qualche contatto con l’omologo francese. Il fondatore, Adriano Tilgher, avrebbe stilato le linee guida del partito di comune accordo con i transalpini. Tanto che su molti punti c’è ben più di una semplice convergenza. Anche Cigliana, che è professore precario di economia aziendale, attualmente occupato al “Meucci” di Carpi, si dichiara «euroscettico convinto. L’euro è un qualche cosa che è stata impostata male e studiata male. Ora ci troviamo di fronte ad un inizio di ripresa dovuto al calo del prezzo del petrolio e alla riduzione del rapporto dell’euro. Si deve quindi puntare da una parte sul fonti alternative, e dall’altra su una corretta politica della moneta». Idee che, sempre a sentire il segretario provinciale, suscitano vivo interessamento tra gli universitari.
«Stiamo puntando a creare un bel gruppo giovani». Per il momento, su tutto il territorio, si conta una trentina tra attivisti e iscritti. Un risultato soddisfacente, per Cigliana, considerando «la zona un po’ difficile nella quale ci inseriamo» e che «io ho avuto la nomina poco prima di Natale». E detta anche le linee guida per l’adesione al partito. «Vogliamo gente onesta, per cui i nostri iscritti dovranno, prima di avere la tessera, presentare i documenti del casellario e carichi pendenti. Altrimenti non entrano neanche». In secondo luogo, al bando gli estremismi, di destra e di sinistra. «Non vogliamo gente che gira con la maglia di Che Guevara, né con il busto di Mussolini».
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