Carrozzieri in rivolta contro Unipol-Sai
Gli artigiani della Cna: «La lobby delle assicurazioni ci vuol costringere a lavorare male e sottocosto»
REGGIO EMILIA. Gli autoriparatori della Cna dichiarano guerra al gruppo Unipol-Sai, che nella nostra provincia ha una posizione del tutto predominante fra le compagnie di assicurazione. La materia del contendere è una convenzione che gli artigiani giudicano svantaggiosa e limitativa sia della loro libertà d'impresa sia del diritto dei clienti ad usufruire di lavori eseguiti a regola d'arte. Mercoledì ce n'erano quaranta all'assemblea indetta da Andrea Corti, presidente provinciale di Cna Servizi alla comunità. La maggior parte ha aderito alla proposta di non aderire per quattro mesi al contratto “Auto Presto e Bene”, in attesa di raccogliere presso le carrozzerie i dati sulla gestione dei sinistri che serviranno a ricontrattare i rapporti con gli assicuratori. «Ci proponiamo - spiega Corti - di formare un fronte unico per contrastare la manovra di Unipol, che per le sue dimensioni è in grado di trascinare con sè l'insieme delle società di assicurazione». Unipol ha mutuato da Fondiaria Sai, con la quale si è fusa, una formula assicurativa che prevede uno sconto per gli automobilisti, ma li obbligherebbe a rivolgersi alle carrozzerie convenzionate. Queste si impegnano a ridurre l'onere delle riparazioni accettando le tariffe imposte dall'assicurazione, che stabilisce il costo della manodopera e delle vernici e procura direttamente alle officine i pezzi di ricambio acquistandoli dai propri fornitori. La prima clausola è contraria alla legge secondo la Cna, che cita il parere espresso dall'avvocato Davide Martinelli nel corso dell'assemblea: «In caso di incidenti - spiega Corti - non c'è l'obbligo di rivolgersi alle carrozzerie indicate dall'assicurazione, anche se sono elencate nel contratto. La legge prevede l'assoluta libertà di rivolgersi all'artigiano di fiducia». A suo parere le altre limitazioni si ritorcono contro il cliente: «Le lobby assicurative - incalza Corti - hanno l'unico obiettivo di massimizzare il profitto, costringendo gli autoriparatori a lavorare sottocosto. Perciò abbiamo deciso di avviare una campagna informativa rivolta agli automobilisti, per dimostrare che non è nel loro interesse firmare un contratto che, in cambio di un piccolo sconto, non offre garanzie. Inoltre ci doteremo della certificazione del costo orario fornita da un ente terzo, trasparente e imparziale». (l.s.)
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