Gli assassini si sono accaniti su Marco
Hanno continuato a colpirlo alla schiena anche quando era già a terra agonizzante. Prosegue la caccia ai killer
QUATTRO CASTELLA. I due assassini si sono accaniti su Marco Montruccoli anche quando era già a terra, agonizzante. Continuando a colpirlo alla schiena anche quando ormai era già coperto di sangue e allo stremo.
Sono le prime informazioni che arrivo dall’esame autoptico, eseguito nella giornata di giovedì. Confermando che a uccidere l’artigiano 34enne di Albinea sono stati due coltelli di versi.
A quattro giorno dall’atroce delitto di Forche è ancora caccia agli assassini. Nelle mani dei carabinieri ci sono nomi e volti dei due assassini, albanesi non residenti a Reggio. Bisogna trovarli però. E il loro vantaggio è di almeno un giorno, rispetto alla caccia all’uomo scatenata su tutto il territorio nazionale – e forse anche oltre – per arrivare a mettere le manette ai polsi di due killer senza pietà, che al culmine di una lite hanno eviscerato il padre di tre bambini e ferito il fratello Matteo.
Non tutto, però, nelle carte degli investigatori coordinati dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani è chiaro.
A partire dal movente. E, soprattutto, dal perché quei due uomini si sono recati a casa di Matteo Montruccoli, a Forche di Puianello, e poi hanno spietatamente ucciso il fratello che probabilmente era lì solo per dare una mano a quel fratello che più volte si era messo nei guai e a cui lui, nonostante tutto, non riusciva a negare un sostegno, un aiuto, una spalla per affrontare le situazioni più difficili. Come l’incontro con quei due uomini venuti da fuori Reggio.
Bisognerà attendere la perizia del medico legale per avere tutte le risposte che l’esame autoptico consente di trovare, ma i primi riscontri hanno confermato la dinamica ricostruita dai carabinieri: quella di un’aggressione. Ma anche che chi ha agito lo ha fatto con grande crudeltà, come già la scena del delitto aveva mostrato ai primi soccorritori giunti sul posto quel tragico lunedì sera.
Gli inquirenti hanno bisogna anche di risposte univoche sull’arma del delitto. Tracce di sangue sono state individuate chiaramente su un coltello da cucina rinvenuto nel monolocale di via Fausto Coppi 2. Sugli altri sequestrati all’interno dell’abitazione sono in corso accertamenti di natura scientifica: se venisse confermato che a colpire i due fratelli sono state armi trovate in casa, significherebbe che si è trattato di un delitto d’impeto maturato in casa, al seguito di un dissidio.
Sull’altra arma, una pistola con la matricola abrasa recuperata nel cortile dell’abitazione, ancora tutte le risposte non sono state trovate. Quello che emerge ora è che l’arma non fosse carica. Ma che ruolo ha avuto durante la discussione poi trasformatasi in tragedia? E chi, nel caso in cui fosse successo, l’ha impugnata? Ci sono molte domande a cui toccherà al 39enne Matteo Montruccoli, ancora ricoverato al Santa Maria Nuova, dare una risposta. Anche dalla sua collaborazione può dipendere la rapida chiusura del cerchio. E l’assicurazione alla giustizia degli assassini del fratello.
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