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dopo il blitz da vincenzo iaquinta

La foto del bomber con il boss

La foto del bomber con il boss

Lo rivela Tizian. L’avvocato Taormina: «Armi dal padre, c’erano i bimbi»

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QUATTRO CASTELLA. Vincenzo Iaquinta aveva messo da una decina d’anni le due pistole a casa del padre Giuseppe a Reggiolo, dove sono state trovate dentro una cassaforte durante la perquisizione dei carabinieri, «perché in casa da lui ci sono dei bambini».

Con queste parole Carlo Taormina, avvocato dell’ex calciatore, spiega il ritrovamento delle sue armi a casa del padre, arrestato nell’ambito dell’inchiesta “AEmilia”. E la successiva perquisizione nella villa di Roncolo – dove non è stata trovata alcuna arma – per fare la quale l’ex campione è stato formalmente indagato per detenzione abusiva di armi.

Taormina si dice convinto che alla fine all’ex attaccante verranno contestate «cose di modestissima entità»: probabilmente una contravvenzione per non aver denunciato lo spostamento delle due pistole.

Ma secondo il giornalista Giovanni Tizian, in un articolo pubblicato ieri sull’Espresso on line, in mano agli investigatori della Dda c’è anche una fotografia che ritrae Vincenzo Iaquinta assieme al capo dei capi della ’ndrangheta e al manager di fiducia di quest’ultimo. Tizian scrive che Antonio Gualtieri, accusato di essere il braccio finanziario di Nicolino Grande Aracri, in una intercettazione rivela: «Ora ti faccio vedere che entro lunedi mi porta le magliette della Juve questo qua... mi ha portato la magliettina con la sua dedica perchè io, prima che venissi su, quest'estate, siamo stati a mangiare a casa sua, capito? Fuori, all'aperto... abbiamo mangiato a casa di Iaquinta.. abbiamo fatto una tavolata là fuori, c’era lui vicino a me, seduto».

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