Gazzetta di Reggio

Reggio

«Più trapianti con l’apertura del Core»

di Chiara Cabassa
«Più trapianti con l’apertura del Core»

Merli, direttore di Ematologia: ci attiveremo per una procedura sperimentale che prevede una compatibilità al 50%

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «L’obiettivo è quello di diffondere un’informazione corretta sul tema della donazione del midollo osseo in particolare ai giovani. E non a caso saranno gli studenti a costituire gran parte dell’uditorio». Il dottor Francesco Merli, direttore del reparto di Ematologia del Santa Maria Nuova, sarà tra i relatori del seminario intitolato “Diventa donatore di midollo osseo, diventa un eroe sconosciuto” che si terrà domani mattina nella sede universitaria di viale Allegri. A lui il compito di illustrare alla platea “a cosa serve il trapianto di midollo osseo”.

Dottor Merli, partiamo da qui. Quando si rende necessario il trapianto?

«Il trapianto di midollo osseo costituisce la terapia finale in caso di leucemia acuta. Altre patologie per le quali si può ricorrere al trapianto sono il linfoma, più raramente il mieloma oltre che qualche malattia autoimmune. La difficoltà che noi affrontiamo quotidianamente è la difficoltà di trovare donatori compatibili».

Quali sono le percentuali relative alla compatibilità in caso si trapianto allogenico?

«Solo un donatore su 100 mila risulta pienamente compatibile e meno del 30% dei malati trova nel proprio contesto familiare questa opportunità. Tutti gli altri devono rivolgersi ai “Registri dei donatori volontari di midollo osseo”: in questi casi noi ci appoggiamo prevalentemente al Policlinico di Modena e al San Raffaele di Milano».

Al Santa Maria, quanti trapianti di midollo osseo vengono effettuati all’anno?

«Tra i quaranta e i cinquanta: di questi, 7 o 8 sono allogenici. Ma con l’apertura del Core, spero potremo incrementare il numero dei trapianti».

Quale l’obiettivo?

«Un’altra possibilità che si è fatta strada in questi anni come procedura sperimentale ma che ora sta uscendo dalla sperimentazione, è il trapianto da donatore (familiare) compatibile al 50 per cento. Una volta attivo il Core, vorremmo attivarci per fare trapianti parzialmente compatibili. Questo ci eviterebbe di dovere mandare ogni anno in altri ospedali, cosa che succede puntualmente, almeno una decina di persone che avevamo seguito al Santa Maria fino a quel momento».

Quali sono i requisiti per diventare donatore?

«Basta avere un’età compresa tra i 18 e i 35 ani, godere di buona salute e sottoporsi a un piccolo prelievo di sangue. Oggi è possibile eseguire la “tipizzazione” anche attraverso la saliva mediante l’utilizzo di un e kit. Nel registro si rimane fino a 55 anni».

Volti conosciuti che diventano donatori: è successo nel 2011 con Giuliano Razzoli. Può diventare uno stimolo in più per i giovani?

«E’ sicuramente importante. Nel corso del seminario di sabato, per esempio, alcuni giocatori della Grissin Bon faranno il test e saranno inseriti nel registro dei donatori. E accadrà davanti a una platea di studenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google