Rifiuti, Unindustria fa causa al Comune
Mauro Severi: «A Reggio la tassazione più alta, ma ogni comune si comporta come una repubblica autonoma»
REGGIO EMILIA. La tassazione statale nell’ultimo anno è rimasta pressoché stabile mentre quella locale (che negli ultimi dieci anni ha registrato una crescita costante), ha fatto segnare un ulteriore incremento.
Una situazione che ieri ha fatto dire ieri ai vertici di Unindustria Reggio che «la tassazione locale ormai è una variabile non irrilevante nella scelta nella localizzazione degli impianti produttivi».
Scorrendo la classifica dei comuni sulla base delle imposte locali che gravano sulle imprese (addizionale irpef, pubblicità, Imu, Tasi eTari), emerge come le differenze nella nostra provincia comincino a farsi rilevanti.
E se imposizione locale fosse l’unico metro di misura per scegliere dove impiantare un sito produttivo dovremmo assistere ad un vero e proprio esodo da Reggio, dove la tassazione è la più alta in assoluto, a Rolo dove è la bassa in provincia. In realtà le ragioni sono le più diverse, non ultima la presenza o meno di infrastrutture.
Ciò non toglie che l’analisi realizzata da Unindustria mostri come «ogni Comune si muove come una repubblica autonoma», come ha detto il presidente Mauro Severi. «E che al carico fiscale si sommi un altrettanto gravoso carico burocratico».
Ma a preoccupare gli industriali reggiani non è solo l’incremento della tassazione nel 2014, ma, ha aggiunto il presidente, «la previsione di un’ulteriore lievitazione dell’Imu e dell’applicazione della Tasi su fabbricati industriali e uffici». Una scelta fino ad ora compiuta solo da Albinea.
Dal canto suo, Severi dopo aver rimarcato come dal 2011 al 2014 «in molti comuni reggiani il passaggio da Ici a Imu ha comportato quasi il raddoppio della tassazione», ha poi aggiunto «che le aziende per quanto riguarda la tassa rifiuti non sono in condizioni di sopportare ulteriori aumenti».
Anche da questa considerazione nasce la decisione assunta per la prima volta di impugnare davanti al Tar di Parma il regolamento approvato dal Comune di Reggio per l’applicazione della tassa rifiuti ai siti produttivi perché a detta degli industriali «vanifica le novità favorevoli introdotte dalla legge, fermo restando la convinzione che tale tassa dovrebbe essere calcolata sulla base dell’effettiva quantità prodotta». Per la prima volta Unindustria ha poi fatto una simulazione del carico fiscale che graverebbe sullo stesso fabbricato produttivo nei 45 comuni reggiani. Il risultato è che a Reggio nel 2014 si pagherebbero 25mila euro, ad Albinea 24.894 e 24.333 euro a Quattro Castella, a Casina se ne pagherebbero 7.933 e a Rolo 7.931. In mezzo gli altri comuni, con la media provinciale di 16.664 euro (ovvero quella di Casalgrande che si colloca 24°posto). «Se poi aggiungiamo - ha chiosato Severi - la quota Imu di competenza statale, a Reggio si arriva a 35.374 euro, mentre a Rolo a 18.305 euro».
Ma è sulle singole imposte che ogni comune è andato per la propria strada per far fronte al taglio dei trasferimenti statati.
Dai dati forniti da Unindustria emerge che se l’imposta pubblicità è rimasta stabile in tutti i comuni, per l’addizionale Irpef, l’aliquota massima dello 0.8% è stata applicata a Bagnolo, Castellarano e Castelnuovo Monti e quella più bassa 0.1% a Correggio.
Per quanto riguarda l’Imu sugli uffici, invece 20 comuni su 45 l’hanno aumentata, con l’aliquota massima applicata da 13 comuni e quella minima solo da Rolo. Per quanto riguarda l’Imu sui fabbricati industriali sono stati 19 i comuni che l’hanno aumentata, mentre la Tari sugli uffici l’aliquota è aumentata in 37 comuni e la Tari sui fabbricati industriali ha fatto segnare un aumento in 40comuni. Complessivamente questa voce nel 2014 è aumentata del 6.5% rispetto al 2013 e del 14% rispetto al 2012. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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