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emergenza neve

A scuola sì o no? L'informazione viaggia su whatsapp

Miriam Figliuolo
A scuola sì o no? L'informazione viaggia su whatsapp

La soluzione trovata dai genitori di una prima classe elementare, alla fine anche la maestra bloccata a casa, in classe arrivano in sei

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REGGIO EMILIA. Svegliarsi alle 6 del mattino con fuori già 40 cm di neve. E decidere in pochi minuti il da farsi: per il lavoro, come per la scuola dei propri figli. Un film che hanno vissuto tutti all’alba di ieri: stesso incipit, ma trame e finali diversi. È andata bene a chi ha sofferto, solo a tratti, di black out della corrente elettrica (e del riscaldamento). La maggior parte comunque si è ritrovata di lì a poco a spalare e spalare, creando cumuli, vere e proprie montagne di neve, senza per altro vedere risolta o anche solo migliorata di poco la situazione.

Intanto, mentre i centralini telefonici erano intasati, molti si sono affidati ai nuovi mezzi di comunicazione (là dove la corrente elettrica e le batterie cariche lo consentivano) per aggiornarsi in tempo reale.

La prima classe di una scuola elementare reggiana ha viaggiato così sul “filo” di Whatsapp, servizio di messaggeria veloce e in parte gratuita, usata di solito per scambiare informazioni su attività e compiti: «Buongiorno. Voi che fate? Riuscite a uscire di casa?». «Io no», risponde subito qualcuno. «Noi rimaniamo a casa. Non riusciamo a uscire dal parcheggio», fa eco un’altra; «Le strade non sono pulite». Pochi i “fortunati”: «Noi siamo andati a piedi. Qualcuno c’è, ma pochissimi».

Di lì a poco, è la maestra, già informata dell’assenza di alcuni bambini, che fa sapere: «Sono a casa anche io». In classe sono arrivati solo sei bimbi, su una ventina.

«Noi bloccati. Abitiamo a Bagnolo. Dalle sei mio marito spala per uscire dal giardino. Ma la strada è bloccata dai rami. Mezzo paese è senza energia elettrica», dice mesta un’altra mamma. Diversi infatti i bimbi che arrivano anche da fuori città.

«Anche noi bloccati a casa senza luce», arriva da Villa Argine, a Cadelbosco Sopra. Ma anche chi abita in centro ed è riuscito a raggiungere a piedi la scuola ha qualcosa da dire: «Primo: le strade sono impraticabili. Secondo: non si sapeva se le scuole erano aperte e neanche sul sito del Comune c’era una notizia una!», è uno dei messaggi.

«Urca! Ma da voi quanta ne è venuta? Qui a Ospizio siamo a 25 cm», chiede qualcuno alle 8.26. E quattro minuti dopo: «Mirco è a scuola – fa sapere l’ultimo messaggio – Ma la via Emilia per Modena è impraticabile. Partita ore 7, arrivata ora». Ma ormai i giochi sono fatti, per chi è andato e per chi no. Inutile, a questo punto, aspettare l’aggiornamento “compiti”.

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