Gazzetta di Reggio

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Matteo risparmiato: cupo “messaggio”

di Tiziano Soresina
Matteo risparmiato: cupo “messaggio”

Gli inquirenti non escludono la volontà dei due killer albanesi di lasciare un avvertimento a chi c’entra in questa storia

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QUATTRO CASTELLA. Matteo Montruccoli potrebbe essere vivo non per caso, ma sarebbe stato risparmiato per lanciare un “messaggio” a chi ha a che fare con quei due albanesi.

C’è anche questa “sfumatura” nella mente degli investigatori che stanno cercando di mettere al posto giusto le varie “tessere” che compongono questo puzzle macchiato di sangue. Su quanto accaduto lunedì sera nell’abitazione al civico 2 di via Fausto Coppi i carabinieri – coordinati dal pm Maria Rita Pantani – si sono fatti più di un’idea: gli assassini sono due giovani albanesi (sui 25-30 anni, giunti da una provincia vicina, uno è incensurato e l’altro ha dei precedenti di polizia per reati contro il patrimonio), non sono giunti armati all’incontro per poi sfogare la loro ferocia utilizzando due coltelli da cucina trovati nella casa, infine di mezzo vi sarebbe un regolamento di conti (la pista della droga, visto il passato del sopravvissuto, resta quella preferita). Ma Matteo temeva quell’appuntamento a tal punto da chiedere la presenza del fratello minore Marco, ex pugile piuttosto prestante fisicamente. E le conseguenze di quel faccia a faccia “dicono” che dalle parole si è passato ben presto alla violenza: una scazzottata in cui Matteo è stato preso in mezzo (come si desume dal volto tumefatto), mentre Marco potrebbe aver fatto valere i suoi trascorsi pugilistici, il suo saper schivare i colpi e colpire come fosse sul ring. Non incassa pugni, ma è su di lui che si accaniscono i due albanesi che all’improvviso si armano in cucina e sferrano 14 fendenti con una crudeltà inaudita, al punto d’arrivare a eviscerarlo, colpendolo inoltre vigliaccamente alla schiena quando è già a terra, ormai allo stremo. Anche Matteo viene accoltellato – due le ferite ai polmoni – e poteva pagare con la vita pure lui quell’incontro, ma c’è l’impressione che su di lui non sia stato dato volutamente il colpo di grazia. Un avvertimento intinto nel terrore? E ancora, di quale “giro” delinquenziale stiamo parlando se un litigio è sfociato in un omicidio? Gli inquirenti stanno cercando riscontri al racconto di Matteo (il 39enne è stato visto in compagnia dei due albanesi ricercati ora in tutta Italia), ma ne vogliono sapere di più anche sulla sua vita, visto che era disoccupato ma poteva permettersi agi che tradiscono una certa disponibilità di denaro. Secondo i familiari era cambiato negli ultimi tempi, aveva abbandonato la strada dei guadagni facili, quindi non si può escludere che abbiano pesato vecchie storie (forse un debito non pagato). Un coltello da cucina è stato individuato, l’altro non ancora, inoltre restano i dubbi sulla pistola (di Matteo?) trovata vicino alla siepe.

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