Gazzetta di Reggio

Reggio

«Nuove tecnologie contro il crimine»

di Tiziano Soresina
«Nuove tecnologie contro il crimine»

La Confcommercio chiede investimenti in rilevatori di targhe, banda larga, wifi: «Sistemi di sicurezza da migliorare»

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REGGIO EMILIA. Lo stillicidio delle rapine. Pistola o cutter sfoderati, la paura che assale esercenti e clienti da ormai troppi mesi fra Reggio e provincia.

«La rapina dell'altro giorno al Ghiardo di Bibbiano (al supermercato Sigma, ndr) deve farci continuare a riflettere per trovare soluzioni efficaci nel difendere i cittadini e le imprese dalla criminalità – commenta deciso Francesco Bigliardi, responsabile della delegazione Confcommercio-Imprese per l'Italia di Montecchio – visto che i sistemi di sicurezza sociali sono inadeguati ai tempi, soprattutto nelle periferie».

«E' assolutamente necessario – precisa inoltre Francesco Bigliardi – che le amministrazioni comunali e i presidi di pubblica sicurezza investano in nuove tecnologie, in modo da permettere un coordinamento migliore e una prevenzione degli atti criminali. Occorre investire in rilevatori di targhe, banda larga e wifi, e coinvolgere un numero sempre maggiore di attività commerciali particolarmente a rischio, quali tabaccherie, oreficerie, supermarket, e tutte quelle attività dove il denaro contante è ancora il mezzo di pagamento più usato, perché aderiscano a progetti di rinnovamento della sicurezza».

Gli fa eco Donatella Prampolini Manzini, presidente provinciale della Confcommercio: «Oramai – rimarca – assistiamo a rapine in pieno giorno per soli 200 euro: non c'è più nemmeno il timore delle conseguenze alle quali va incontro chi commette un crimine».

Sul piano investigativo, al di là di qualche “cane sciolto” non ancora identificato, la polizia ritiene che ad agire sia spesso una banda italiana di quattro rapinatori che sta imperversando specialmente in città. E' arrivata a questa conclusione la questura, sulla base di diversi indizi e soprattutto grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno filmato i non pochi assalti che da ottobre stanno terrorizzando dipendenti e clienti delle attività commerciali prese di mira, addirittura con colpi anche più volte nel giro di pochi giorni.

Si tratta di una banda che conosce molto bene il territorio, quindi potrebbe essere composta da malviventi reggiani. Solitamente sono assalti-lampo, da parte di gente che sa come muoversi all'interno dei punti-vendita presi di mira, tenendo in pugno gli ostaggi per arrivare in fretta al bottino. Camuffati, armati, indossano persino guanti di lattice per non lasciare impronte: troppe precauzioni, il che fa subito supporre che ad agire siano pregiudicati, già “pizzicati” in altri assalti ma rientrati nel “giro” una volta usciti di cella.

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