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il cimitero saccheggiato

«Rubiamo il rame perché siamo disperati»

«Rubiamo il rame perché siamo disperati»

Il pentimento, in aula, dei tre ladri di “oro rosso”: «Non abbiamo i soldi per mangiare»

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REGGIO EMILIA. Il furto di rame in cimitero a Cadè e in un condominio? Per disperazione. L’hanno spiegato, contriti, in tribunale i tre giovani – Tiberio (25 anni) e Shari De Cristoforo (23), nonché l’indiano 22enne Gurpreet Singh (tuuti e tre di Sant’Ilario) – che la polizia ha “incastrato” nella notte fra martedì e mercoledì, trovandoli in possesso di 15 quintali di rame stipati dentro un Fiat Ducato. Difesi dai legali Vainer Burani e Giacomo Pasquale, i tre ladruncoli in aula si sono detti pentiti. Ora non sono più in cella, perché il giudice Andrea Rat ha ritenuto più adeguata la misura dell’obbligo di firma. Per loro il processo è fissato per il 3 marzo. Su quanto accaduto si sono poi espressi anche su Facebook. «Siamo seriamente pentiti – scrive Tiberio De Cristoforo – e la gente che critica la vorrei proprio nei nostri panni, senza un euro in tasca neanche per mangiare. Chiedo umilmente scusa alle persone che abbiamo danneggiato». Ancora più incisivo Singh: «Adesso ragazzi basta! Diventiamo persone serie, con queste cose non voglio più avere a che fare».

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