Gazzetta di Reggio

Reggio

Matteo sentito di nuovo in ospedale

di Tiziano Soresina
Matteo sentito di nuovo in ospedale

Si scava sulla vita dei fratelli Montruccoli. Tante le testimonianze. I due killer albanesi possono aver lasciato delle tracce

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QUATTRO CASTELLA. Oltre che rimanere piantonato in ospedale a Reggio, il 39enne Matteo Montruccoli è stato risentito dagli inquirenti, perché nel frattempo chi indaga – cioè i carabinieri coordinati dal pm Maria Rita Pantani – deve aver incamerato nuovi particolari su cosa vi sarebbe a monte della terribile vicenda consumatasi lunedì sera nell’abitazione al civico 2 di via Fausto Coppi, alle Forche di Puianello.

Il lavoro investigativo si sarebbe concentrato negli ultimi giorni sui rapporti fra i due killer albanesi e i fratelli Montruccoli, per capire in quale ambito sia maturata tanta ferocia. La pista dello spaccio di stupefacenti rimane quella privilegiata, ma le domande restano tante. Il sopravvissuto temeva molto l’incontro di lunedì sera e si era fatto spalleggiare dal fratello Marco, poi ucciso con 14 fendenti da due diverse mani armate con altrettanti coltelli da cucina trovati nella casa dell’orrore. Ebbene, Matteo sapeva perfettamente di cosa avrebbero discusso, ma non è chiaro se Marco fosse davvero al corrente della situazione. Matteo è stato visto, da testimoni, in compagnia dei due albanesi: per il 39enne quei due erano un “passato” tornato a bussare alla sua porta o persone espressione di un ambiente mai veramente abbandonato? Perché se si tratta – come hanno confermato gli investigatori – di un regolamento di conti (un debito non pagato o una partita di droga divenuta fonte di aspre discussioni?), è anche importante capire in che versante collocarlo, per cercare di arrivare agli assassini. Si scava, quindi, sulla vita dei due fratelli, sulle loro conoscenze (in caserma hanno già testimoniato molte persone), sulle effettive disponibilità economiche (il sopravvissuto è disoccupato da un po’, Marco invece lavorava nell’azienda edile di famiglia). Sui due albanesi spariti in auto dopo aver ucciso Marco e gravemente ferito Matteo (s’ipotizza che possa essere stato volutamente risparmiato come “avvertimento” ) si pensa che siano già usciti dall’Italia, ma potrebbero aver lasciato delle tracce (telefonate, mail, uso di carte di credito, transiti in luoghi videosorvegliati) utili alle indagini. Entrambi identificati, su di loro pesa un mandato di cattura internazionale.

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