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Ok alla Cispadana, ora decide il governo

Ok alla Cispadana, ora decide il governo

Dalla Valutazione d’impatto ambientale un parere “positivo con prescrizioni” sull’arteria tra Reggiolo e Ferrara

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REGGIOLO. Non ci sono ancora comunicazioni ufficiali, ma la pubblicazione sul portale internet del Ministero dell'Ambiente è fin troppo chiara: la Cispadana ha saltato l'ostacolo della Commissione di Via (Valutazione d’impatto ambientale), con un parere che denota comunque trattarsi di un progetto controverso.

E ora la palla è passata al Consiglio dei ministri, che dovrà dare l'ultima spintarella ad un'opera da 67 chilometri di fatto pubblica, che verrà costruita e gestita da una cordata eterogenea di imprese – alcune delle quali notoriamente in difficoltà – e da una società di diritto privato (Autostrada Cispadana Spa) con partecipazione essenzialmente pubblica.

Una operazione da quasi un miliardo e mezzo di euro, per togliere il traffico dal nodo di Bologna e costruire un nuovo "passante Nord" ancora più a Nord. L'intenzione attuale è quella di collegare il casello di Reggiolo-Rolo dell'Autobrennero a Ferrara, ovvero alla Bologna-Padova, in questo caso smontando e privatizzando la superstrada Cispadana che è già stata in gran parte costruita tra Sant'Agostino e Ferrara e costruendo ex novo una autostrada tra i paesi della Bassa dove, negli anni Sessanta e fino a sette anni fa, si era pensato di realizzare una strada di collegamento tra quei paesi, ovvero la prosecuzione della strada a scorrimento veloce già realizzata nel Ferrarese.

L'intenzione prossima è anche di privatizzare (a pagamento), la superstrada pubblica Ferrara-Mare, trasformandola in autostrada, per la asserita necessità di garantire una buona manutenzione di quel tratto.

Dall'altra parte rispetto a Reggiolo-Rolo, nel Reggiano, una Cispadana c'è già, ovvero un'altra strada a scorrimento veloce tra i paesi. Anche questa verrà superata da un'autostrada che porterà, nelle intenzioni, fino a Parma, per creare un corridoio di rilevanza internazionale del trasporto su gomma delle merci e delle persone.

Così, in attesa dei prevedibili commenti – entusiasti dalla parte di aziende e politica istituzionale, negativi da parte di comitati di cittadini e politica di opposizione – bisogna accontentarsi delle tempistiche. Ovvero che il 16 gennaio, con il parere numero 1.690 del comitato tecnico della Commissione di Via del Ministero dell'Ambiente, tutti gli ostacoli si sono magicamente sgretolati, peraltro secondo le annunciate intenzioni del governo che – aveva spiegato lo stesso ministro dei trasporti Maurizio Lupi nella Bassa – si sarebbe fatto carico di fare propria la questione, "sbloccandola".

In altre parole, superando le decine di osservazioni che cittadini e comitati avevano fatto pervenire. Soprattutto il parere nettamente negativo all'autostrada espresso dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, per il quale – in sostanza – si trattava di un'opera devastante per il paesaggio della pianura, per i rischi idrogeologici che avrebbe favorito la barriera dell'autostrada, trasversale al corso delle acque, e per la colata di cemento che ne sarebbe derivata, su terreni fertili, anche a causa delle numerose – e in alcuni casi assurde – opere di collegamento e posizioni dei caselli volute dai Comuni. Ora il procedimento è «in corso presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri», che dovrà limare gli ultimi ostacoli, ovvero le prescrizioni della Via. (ase)

 

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