Gazzetta di Reggio

Reggio

REGGIO EMILIA

Quattro giorni in carcere per un errore

Quattro giorni in carcere per un errore

Gaetano Oppido, 40 anni, era stato arrestato nella sua casa di Cella nell'ambito dell'operazione Aemilia: un tragico caso di omonimia

1 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. E’ la notte tra il 27 e il 28 gennaio scorso quando, anche a Reggio Emilia, scattano gli arresti nell’ambito della maxi inchiesta contro la 'ndrangheta denominata"Aemilia". Tra gli arrestati Gaetano Oppido, 40 anni, di origine crotonese, titolare della nota "Impresa Costruzioni Oppido s.r.l.". I carabinieri lo arrestano nella sua casa di Cella in esecuzione dell'ordinanza del Tribunale di Bologna. E’ un tragico errore di omonimia e per questo errore Gaetano Oppido trascorre quattro giorni nel carcere di massima sicurezza di Prato. La mattina del primo febbraio viene scarcerato.

I suoi legali, l’avvocato Maria Luisa Caliendi del Foro di Bologna e la dottoressa Nefer Sansoni del Foro di Reggio Emilia, stanno valutando la richiesta di «un risarcimento adeguato per i danni tutti, morali e patrimoniali, subiti in merito a questa assurda vicenda».


Si ricorderà che nell’ambito dell’operazione Aemila, su richiesta della Dda della Procura della Repubblica di Bologna, il Gip aveva disposto 117 ordinanze di custodia cautelare tra Reggio, Parma, Modena, Piacenza e Bologna. In particolare, a Gaetano Oppido erano state addebitate l'affiliazione alla cupola reggiana, con la contestazione del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso ('ndrangheta) e alcune condotte estorsive.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google