Centro massaggi cinese messo sotto sequestro
La polizia chiude “L’Oasi” in via Turri per favoreggiamento della prostituzione E’ stato accertato che i clienti ricevevano prestazioni sessuali a pagamento
REGGIO EMILIA. La zona della stazione continua ad essere monitorata dalle forze dell’ordine impegnate a prevenire e intercettare reati relativi sia allo spaccio di stupefacenti che al favoreggiamento della prostituzione. Ed è per quest’ultimo reato che la Squadra mobile ha proceduto al sequestro preventivo del centro di massaggi cinese L'Oasi di via Turri 69. Infatti, è stato accertato che i clienti oltre a fruire dei massaggi ricevevano anche prestazioni sessuali a pagamento.
Tra i clienti c'era perfino un minore di diciassette anni che è stato sentito dagli inquirenti per avere maggiori elementi sui quali indagare.
Il sequestro del centro massaggi di via Turri, di carattere preventivo, è stato operato per mettere uno stop al reato di favoreggiamento alla prostituzione. Al momento infatti non vi sono persone indagate ma gli accertamenti continuano serratamente da parte della polizia.
Il sequestro del centro massaggi arriva a pochi giorni dall’incontro con il questore Isabella Fusiello organizzato al circolo del dopolavoro ferroviario di via Eritrea dai componenti del comitato IV Novembre, cittadini della zona stazione che hanno voluto offrire nuove segnalazioni ai vertici della questura. A preoccuparli un degrado che continua a rendere difficile la vita di chi risiede o abita in zona stazione: i cittadini puntano il dito contro la presenza di spacciatori, ma anche contro le sale scommesse e il dilagare della prostituzione.
«Continuate a fare i vostri esposti - è stata l'esortazione del questore - anche in via anonima. Ma chiamateci tempestivamente. Noi cerchiamo di essere presenti mettendo in campo tutte le forze delle quali disponiamo».
E anche nel caso del sequestro del centro massaggi cinese“L’Oasi”, fondamentale è stata la collaborazione chi, ogni giorno, può osservare e testimoniare ciò che succede in una fetta di città particolarmente difficile da gestire.
D’altra parte è qui la nuova frontiera della prostituzione cinese che in via Turri e zone limitrofe rappresenta una vera emergenza sociale. Che passa attraverso annunci che sono stati monitorati. A Reggio, questi gli ultimi dati a disposizione, sono 1.794 gli annunci per 736 utenze, 48 delle quali intestate a sex worker cinesi o asiatiche, pari al 6,5% del totale, piazzando la nostra provincia dietro alla sola Rimini, in cui gli annunci individuati sono stati in totale 1.915.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
