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Prostitute, prorogato il piano di aiuto

Prostitute, prorogato il piano di aiuto

Convenzione Comune-Rabbuni Onlus per sostenere le donne che vogliono fuggire dallo sfruttamento sessuale

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REGGIO EMILIA. Dal 1997 l’Amministrazione Comunale di Reggio Emilia, in rete con il progetto Oltre La Strada della Regione Emilia Romagna, ha attivato diversi interventi istituzionali nel campo della prostituzione e della lotta alle forme di sfruttamento e tratta di esseri umani tra i quali il progetto Rosemary: una unità di strada che partendo dai luoghi dello sfruttamento sessuale costruisce un percorso di accoglienza per coloro che scelgono, con coraggio, di cambiare vita.

E proprio in questi giorni l'ente comunale ha deciso la proroga fino al prossimo 30 giugno del progetto Rosemary - Oltre la Strada firmando una convenzione con l'organizzazione di volontariato Rabbuni Onlus che ha sede in città in via Don Leuratti 8. Tale progetto si propone i seguenti obiettivi: attivare i percorsi legilslativi previsti, rivolti a persone vittime di tratta e sfruttamento sessuale o lavorativo; offrire alternative alla coercizione e possibilità di scelte di libertà e di liberazione attraverso l’accoglienza (anche protetta) in famiglie e strutture del territorio; mettere a disposizione una rete di sostegno rispondente ai bisogni delle/i destinatarie/i (supporto sanitario, legale, abitativo, psicologico); favorire il reinserimento socio-lavorativo di chi sceglie di uscire dallo sfruttamento; operare per la “ricostruzione della persona”, in particolare attraverso una serie di nuove relazioni positive (con i volontari, con le famiglie, con la società) e un ascolto e un accompagnamento pazienti e costanti; costruire un progetto di progressiva autonomia realizzabile restando in Italia o rientrando al proprio Paese.

Unità di strada. L’unità di strada del progetto Rosemary è presente nei luoghi in cui viene esercitata la prostituzione di strada con uscite serali e diurne. Le operatrici dell’unità di strada sono due (con un rapporto di lavoro diretto con il Comune) oltre a tre mediatrici linguistico-culturali: una di origine romena, una nigeriana e una cinese. Il tragitto che percorre l’unità di strada comprende la via Emilia che da Parma porta fino al confine di Modena e le zone di campagna a ridosso del ponte che attraversa il fiume Enza, nello specifico lungo le due strade secondarie che conducono nel Parmense (Sorbolo e Montechiarugolo). L’approccio dell’unità di strada al fenomeno della prostituzione è da sempre centrato sulla riduzione del danno: distribuzione di materiale sanitario; distribuzione di generi alimentari (una bevanda calda, cibo), oltre a soddisfare bisogni immediati come stanchezza, fame e sete, diventa un modo per creare un clima di fiducia e di maggiore investimento relazionale con le ragazze che popolano la strada); accompagnamento ai servizi sanitari (azione di tutela anche della salute pubblica); costruzione di relazioni significative.

I dati. L’unità di strada del progetto Rosemary da gennaio a dicembre 2013 ha effettuato 121 uscite sul territorio della città, finalizzate al monitoraggio del fenomeno della prostituzione e all’aggancio delle persone che si prostituiscono in strada. Nel corso del 2013 sono stati fatti 800 colloqui con le persone incontrate in strada, sono state fornite 416 prestazioni di cui: 75 colloqui al drop in (momenti di ascolto dedicato alla persona); 127 accompagnamenti ai servizi del territorio (soprattutto ai servizi sanitari erogati dal Centro per la Salute della Famiglia Straniera); 214 telefonate, sia in entrata che in uscita finalizzate alla raccolta di richieste o esigenze e alla restituzione di risposte. L’accoglienza nel 2013 ha attivato 22 nuove prese in carico di persone vittime di sfruttamento sessuale (35 persone in percorso da prima). La maggior parte sono ragazze nigeriane, due romene e una cinese.

Invisibile. Il fenomeno della prostituzione esercitata in luoghi chiusi - appartamenti e locali di intrattenimento, anche se di difficile quantificazione - si è imposto all’attenzione degli operatori del settore sociale da anni. Pur non rappresentando una modalità di esercizio del tutto nuova, la prostituzione in luoghi chiusi si è affiancata in modo consistente alla prostituzione di strada. Gli obiettivi di Invisibile sono la conoscenza e monitoraggio del fenomeno della prostituzione al chiuso, promozione della prevenzione sanitaria, contrasto al racket e alla microcriminalità, mediazione dei conflitti con la cittadinanza, sensibilizzazione della comunità.

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