Pugni e calci alla moglie incinta: arrestato
L'uomo, 33 anni, picchiava la moglie davanti alla figlia di un anno e mezzo. Numerosi gli episodi di violenza accertati ma la donna non ha mai denunciato il marito
REGGIO EMILIA. Prendere a botte la moglie, per lui, rappresentava la normalità. E anche quando domenica pomeriggio la polizia lo ha raggiunto nel suo appartamento per arrestarlo, ha ammesso che sì, aveva litigato con la moglie, tutto qui. L'uomo, un 33enne nigeriano, dovrà rispondere di maltrattamenti nei confronti della moglie, 27 anni. Maltrattamenti aggravati dal fatto che la donna è incinta di quattro mesi e alle botte ha assistito la figlia di un anno e mezzo.
L'episodio che ha portato all'arresto risale a domenica, quando l'uomo ha preso a botte per l'ennesima volta la moglie "colpevole" di avere smarrito un portafogli. La donna, dopo essere stata presa a calci e pugni, in slip e reggiseno si è rifugiata da una vicina che ha subito chiamato il 113.
Giunti sul posto, gli agenti sono saliti nell'appartamento della coppia. Il marito è apparso tranquillo e ha raccontato di avere semplicemente litigato con la moglie. Secondo quanto testimoniato dai vicini di casa, in realtà non si tratttava della prima volta: in diversi casi avevano sentito la donna gridare e lamentarsi. Non risultavano però nè accessi al pronto soccorso nè denunce. E anche in quest'ultimo caso la donna, finita all'ospedale e dimessa con una prognosi di 7 giorni, non ha voluto denunciare il marito.
L'uomo aveva solo un precedente per lesioni personali e a denunciarlo era stata un'amica della moglie che si era "messa in mezzo" per evitare l'ennesimo maltrattagmento. A sottolineare come i comportamenti violenti per l'uomo fossero la routine.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
