Gazzetta di Reggio

Reggio

L’ALLARME

Il sindacato: «Che fine farà il personale Opg?»

Il sindacato: «Che fine farà il personale Opg?»

Chiarini (UilFpl) chiede un incontro con l’Ausl in vista della chiusura

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Dagli Opg (Ospedali psichiatrici giudiziari) alle Rems (Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria). Il 21 marzo 2013 il Governo aveva approvato la proroga dal 1° aprile 2014 al 31 marzo 2015 del termine per il definitivo superamento degli Opg e della conseguente entrata in funzione delle Rems.

Ma se questo termine per la chiusura viene dato per certo, restano molti interrogativi sul destino che attende il personale il personale che fino ad oggi ha operato nella struttura di via Settembrini. A sollevare dubbi e preoccupazioni è Mauro Chiarini, segretario territoriale del sindacato di categoria UilFpl.

«Dall’Azienda Usl – afferma – alle organizzazioni sindacali, non è ancora stato presentato nessun programma di collocazione del personale nè tantomeno una tempistica». Per questo motivo, ricorda Chiarini, l’UilFpl ha chiesto all’Ausl un incontro urgente per «conoscere dove finiranno i dipendenti ch epresto servizio all’Ospedale psichiatrico giudiziario».

Secondo il sindacalista l’atteggiamento dell’Ausl «è perlomeno inconsueto» e, ribadendo le preoccupazioni del sindacato e dei lavoratori si chiede: «perchè questo prolungato silenzio a ridosso della chiusura dell’Opg? Pensano forse che ci siano degli esubari di personale?». Interrogativi dunque che manifestano una diffusa preoccupazione, che solo un incontro fra le parti potrà o memo allontanare.

Il nuova Rems regionale sorgerà a Reggio Emilia su un terreno di proprietà dell'Ausl, in una zona agricola, esattamente in via Montessori, nell'area occupata fino al giugno scorso dalla società dilettantistica Tricolore di tiro a volo. La nuova stgruttura sarà destinata ad ospitare una trentina di pazienti, cioè quelli residenti in Emilia Romagna.

E ancora una volta Reggio farà così da apripista con un progetto pilota messo a punto da un gruppo di operatori coordinati da Gaddo Maria Grassi, direttore del dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell'Ausl reggiana: il progetto, la cui responsabile è l'ingegnere Simona Vallicelli del servizio tecnico e patrimoniale dell'Ausl, porta la firma di Cairepro e Politecnica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google