Lavoro e disabili, una sfida in tempo di crisi
Se n’è parlato ieri in commissione consiliare. Rabitti: «Le opportunità ci sono, bisogna fare chiarezza»
REGGIO EMILIA. “Lavoro e disabilità” è già un tema ostico e difficile di suo, se poi si aggiunge la crisi che ha espulso dal mondo del lavoro migliaia di lavoratori anche nella nostra provincia, parlare di inserimento lavorativo di persone con disabilità è una sfida. Anche nella nostra provincia dove sono numerosi i casi in cui le aziende al momento di assumere un portatore di handicap preferiscono invece pagare una penale. Ma ci sono anche aziende più attente e sensibili che scelgono di inserire nel proprio organico chi è affetto da una disabilità o anche solo da un’invalidità che in qualche misura limita la sua capacità lavorativa. E non è bastato per sbloccare la situazione l’introduzione della legge n.68 del 1999 che stabilisce obblighi per l’assunzione di categorie protette (i disabili) per le aziende con più di quindici dipendenti. Nel frattempo la legge è stata aggiornata e integrata, ma il risultato non è cambiato molto. Anzi l’arrivo della crisi ha ulteriormente deteriorato la situazione.
E’ partita da qui la riflessione su “Lavoro e disabilità” e si potrebbe aggiungere “al tempo della crisi”, che è stato il tema della riunione congiunta di ieri delle Commissioni consiliari Servizi sociali, Sanità, Assistenza, presieduta da Annalisa Rabitti e quella su “Sviluppo economico, Innovazione, Attività produttive e Cultura della legalità”, presieduta dal collega Daniele Marchi, entrambi del Pd. All’ordine del giorno dell’incontro - a cui hanno partecipato diversi consiglieri comunali, numerosi rappresentanti delle associazioni e di Onlus che seguono persone con disabilità oltre ad alcuni esperti che si occupano di inserimento nel mondo del lavoro - una prima ricognizione sulle norme in vigore e sulle ultime novità introdotte dal legislatore per favorire l’occupazione delle cosiddette categorie protette. «Si tratta di un primo incontro a cui faranno seguito altri momenti», ha detto in premessa Annalisa Rabitti, e non poteva essere diversamente vista la difficoltà a orientarsi in una giungla come quella che regola il sistema delle opportunità nell’ambito delle politiche dell’inserimento lavorativo. Opportunità che ci sono sia per le aziende (con sgravi fiscali sul costo del lavoro) sia per le stesse persone con disabilità, come è stato sottolineato nel corso della riunione. Ma è altrettanto vero, è stato rimarcato, che ci si trova di fronte ad un problema di difficile soluzione. L’incontro di ieri, si è mosso in parallelo al Progetto “Reggio Emilia Città senza barriere”, sempre coordinato da Annalisa Rabitti, che coinvolge associazioni di volontariato, operatori socio sanitari, medici e in cui il tema dell’inserimento lavorativo è uno dei più partecipati. (r.f.)
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