«Si erano conosciuti al centro anziani»
Il sospetto è che siano gli stessi che hanno rapinato più volte il Conad di Baragalla e il Target
REGGIO EMILIA. Angelo Moratti 75 anni, Marco Sassi 68 anni, Paride Astorre 56 anni e Daniele Zangirolami 47. Ecco chi sono i quattro componenti della banda arrestati dalla polizia. Conosciutisi tra loro, hanno spiegato una volta negli uffici di via Dante, in un centro anziani della città. Dove hanno concordato il colpo.
I primi due sono vecchissime conoscenze delle forze dell’ordine. Sassi, ad esempio, venne arrestato già nel 2010, per una strampalata rapina all’ufficio postale di Calerno. Ma era con Ivano Scianti, noto come la mente del colpo d’arte del 1983 ai danni del museo di Belle Arti di Budapest. Angelo Moratti, invece, pochi anni fa, era stato sorpreso e arrestato in autostrada a Pavia con 24 chili di marijuana e 26 di hascish.
Gli altri due - un salernitano e un piemontese – sono a Reggio perché detenuti alla Pulce, ancora per reati specifici: Astorre ha sulle spalle la rapina alla Coop di Sassuolo, Zangirolami altri colpi in diversi negozi della provincia. Ma ora stavano godendo della semilibertà per andare a lavorare, metà giornata. Invece, quel beneficio lo hanno utilizzato in modo diverso: ieri mattina, per assalire in pieno giorno la farmacia di via Pansa.
Eppure, potrebbe non essere il solo colpo a loro imputabile. «Dalla metà di ottobre – ha spiegato infatti durante la conferenza stampa il capo della Squadra mobile, Guglielmo Battisti – abbiamo registrato altre sei rapine. Tutte molto simili per le modalità». Nel mirino ancora farmacie comunali, il Conad di Baragalla e il Target di via Martiri di Cervarolo. «Stesso copione: i banditi che fuggono in bicicletta, un complice che li attende in auto e la fuga. Con una cadenza regolare: il martedì mattina farmacie, venerdì pomeriggio e sabati mattina supermercati» ha evidenziato il dirigente. Particolari che non sono sfuggiti agli investigatori e la polizia si è fatta trovare pronta, con dispositivi rinforzati che hanno permesso di correre rapidamente sul posto.
I due “anziani” del gruppo - da notare che l’auto della fuga è di proprietà di Moratti - erano già “attenzionati” dalla polizia, dati i precedenti. E ora le loro case sono state perquisite, a caccia di riscontri per gli altri colpi di cui ora sono sospettati. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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