In via Mazzacurati c'è la "biblioteca segreta"
Oltre 110mila volumi dismessi dalla "Panizzi" e depositati nei magazzini comunali
REGGIO EMILIA. «Che fine fanno i libri che vengono tolti dagli scaffali della biblioteca Panizzi?». È questa la domanda che un giovane reggiano ha posto a Dario De Lucia, consigliere comunale del Pd. «Voleva sapere se venivano buttati via – spiega il consigliere – e se era possibile acquistarli, aiutando così economicamente la biblioteca. Sono andato a informarmi dal servizio bibliotecario».
Così, parlando con Elisabetta Ambrogi, la responsabile, De Lucia ha scoperto l’esistenza di un servizio che non ha eguali a livello nazionale: un magazzino che raccoglie i volumi sfoltiti dalle biblioteche comunali reggiane e della provincia.
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«Ogni anno – spiega la Ambrogi – le biblioteche fanno un controllo accurato delle loro collezioni, che devono sempre essere fresche e aggiornate, e tolgono dagli scaffali i libri in catalogo da almeno 10 anni e non a prestito da 3. Ma questi volumi non vengono buttati via: vengono trasferiti nel Deposito Unico Provinciale (Dup) di via Mazzacurati, dove vengono ordinati sugli scaffali, e rimangono visibili nei cataloghi. Se richiesti dai cittadini, poi, vengono portati nelle biblioteche».
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Oltre ai libri fisicamente presenti nelle biblioteche, quindi, i cittadini hanno a disposizione altri 110mila titoli. «Il magazzino di via Mazzacurati è su tre piani – spiega – il piano terra è interamente dedicato alla narrativa e saggistica per adulti, il secondo piano è dedicato ai libri per bambini e ragazzi. Si tratta di un’ulteriore biblioteca che non ha le novità del mercato editoriale, ma ospita titoli importantissimi».
Gli oltre 110mila volumi ospitati nel Dup non sono solo a disposizione delle biblioteche cittadine, ma anche di tutte le biblioteche comunali della provincia. «E poiché la Panizzi aderisce al prestito nazionale – precisa la Ambrogi – i libri, se richiesti, possono anche essere prestati su scala nazionale». Il magazzino di via Mazzacurati nel 2009 è diventato il primo Deposito Unico Provinciale d’Italia. Negli ultimi anni, sulla scia del modello reggiano, un paio di depositi unici provinciali sono sorti anche nel nord del Paese. Ma il modello reggiano non riguarda solo le strutture: «Sono le persone – come sostenuto da De Lucia – a fare la differenza».
L’attaccamento dei reggiani alla biblioteca, infatti, emerge sia dal numero di utenti registrati e di prestiti concessi annualmente (nel 2014 738 mila prestiti, 40mila utenti attivi, 860mila utenti che si sono recati in biblioteca per consultare e 12mila utenti presenti durante le aperture domenicali), sia dal numero di libri donati. «Nel 2014 – riferisce la Ambrogi – i volumi regalati alle biblioteche cittadine sono stati circa 2500. Quando i titoli non sono già presenti in catalogo vengono aggiunti. Se il titolo è già posseduto, vengono ceduti, con il benestare dei donatori a enti, associazioni, scuole, centri sociali e istituti penitenziari. Quando c’era stata l’alluvione in Lunigiana, abbiamo mandato molti libri là. Nel 2014 i libri donati dalla biblioteca sono stati 2176».
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