Matteo Montruccoli fermato per droga
Trovati tre chili di stupefacenti, arrestata pure l’ex. Il movente nel mondo dello spaccio
QUATTRO CASTELLA. A dieci giorni dall’omicidio di Marco Montruccoli i due presunti assassini sono ancora in fuga. Ma le indagini dei carabinieri sono arrivate a una svolta importante rispetto a quello che gli investigatori ritengono essere il movente della tragica aggressione. Ieri pomeriggio, infatti, è scattato il fermo disposto dal pubblico ministero Maria Rita Pantani per il fratello della vittima, Matteo Montruccoli, e l’arresto in flagranza per l’ex fidanzata, la 43enne di Quattro Castella Silvia Raso.
L’accusa per entrambi è di detenzione in concorso di sostanza stupefacente, dopo il ritrovamento di circa tre chili di droga. Indagate a piede libero per lo stesso reato anche l’attuale fidanzata dell’uomo, una 26enne di Reggio, e un’amica 36enne di Quattro Castella.
Che potesse esserci la droga dietro il brutale accoltellamento avvenuto la sera del 2 febbraio scorso, nell’abitazione di Forche di Puianello dove vive Matteo, i carabinieri ne erano convinti già dalle prime ore dopo il delitto. E un primo riscontro è stato il rinvenimento, nella stessa casa teatro dell’orrore, di circa 5 grammi di cocaina.
Li hanno trovati gli uomini della scientifica durante la perquisizione e i rilievi all’indomani dell’omicidio, quando erano andati anche a recuperare la teca con dentro il pitone che appartiene al 39enne.
La droga era in cantina, nascosta in un ripostiglio.
Di fronte a quel ritrovamento ha preso forza l’ipotesi investigativa secondo cui dietro l’omicidio di Marco Montruccoli e al ferimento del fratello Matteo possa esserci un regolamento di conti. Cornice: l’ambiente del traffico di stupefacenti.
Un’ipotesi condivisa dal sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, la dottoressa Maria Rita Pantani, che alla luce di ciò ha disposto tre perquisizioni domiciliari, a carico delle donne frequentate da Matteo Montruccoli.
Se a casa dell’attuale fidanzata e di un’amica stretta dell’uomo non è stato trovato nulla – entrambe tuttavia ora risultano indagate a piede libero per lo stesso reato – diverso è il discorso per l’ex fidanzata.
Nell'abitazione della donna e in un maneggio di Viano – frequentato sia dalla donna che da Matteo Montruccoli – i carabinieri hanno sequestrato in tutto 1,8 chili di marijuana e un chilo scarso di cocaina. Sostanza che i carabinieri del Nucle investigativo del comando provinciale, guidati dal colonnello Paolo Zito, ritengono fosse in disponibilità anche al 39enne.
Di fronte al rinventimento di tanta sostanza stupefacente, per Silvia Raso è scattato l’arresto in flagranza. Ora, si trova ristretta nel carcere femminile di Modena, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Mentre a carico di Matteo Montruccoli il pubblico ministero Maria Rita Pantani ha disposto il fermo, eseguito ieri pomeriggio dai carabinieri che sono andati a notificarglielo direttamente nella stanza dell’ospedale del Santa Maria Nuova di Reggio, dove l’uomo è ricoverato dalla sera dell’omicidio e dove ora resta piantonato.
Intanto, proseguono le ricerche su tutto il territorio nazionale dei due cittadini albanesi ritenuti essere gli assassini dell’artigiano edile e gli autori del ferimento del fratello Matteo. I carabinieri del comando provinciale sono riusciti a identificarli. Sanno chi sono. Ci sono arrivati attraverso i pochi riferimenti forniti da Matteo Montruccoli, lungamente interrogato all’indomani della tragedia. Tuttavia, il vantaggio di tempo su cui hanno potuto contare per allontanarsi da Reggio, e forse dal Paese, almeno per il momento li tiene lontani dall’arresto. Che sarebbe cruciale anche per capire cosa è successo nell’appartamento di via Fausto Coppi 2, perché i due sono andati a trovare Matteo. E perché il fratello Marco era lì.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
