Gazzetta di Reggio

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Sei rapine in tre mesi in città «Dietro c’è la gang dei nonni»

di Evaristo Sparvieri
Sei rapine in tre mesi in città «Dietro c’è la gang dei nonni»

La Questura: «Siamo certi che abbiano commesso anche due rapine al Conad di Baragalla» I quattro oggi davanti al giudice. Fondamentale l’attività di geolocalizzazione della polizia

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REGGIO EMILIA. Sulle rapine al Conad di Baragalla – sabato 12 dicembre e venerdì 30 gennaio – in Questura sembrano non avere dubbi. Ma contro i quattro componenti della banda, che spesso agiva in coppia, sarebbero forti gli indizi anche per le rapine alla farmacia di via Papa Giovanni XXIII, martedì 4 novembre, e all’Arcaplanet di via Emilia Ospizio, sabato 15 dicembre. In totale sei colpi, che la polizia sospetta siano stati compiuti dal 75enne Angelo Moratti, dal 68enne Marco Sassi, dal 56enne Paride Astorre e dal 47enne Daniele Zangirolami, membri della banda dei “nonni” finita in manette martedì mattina, dopo l’assalto alla farmacia del Parco in via Pansa.

I quattro compariranno oggi davanti al giudice per la convalida. Per loro, l’accusa di rapina pluriaggravata. Ma gli investigatori si dicono certi: «Abbiamo individuato il gruppo responsabile delle rapine avvenute in città a partire da novembre – afferma Gugliemo Battisti, vice questore aggiunto – dobbiamo solo stabilire l’esatta combinazione criminale sui singoli colpi. Dalle prime risultanze e dalle modalità di azione, come ad esempio l’uso delle biciclette, per ora siamo certi che i quattro siano i responsabili della rapina al Conad di Baragalla».

Il gruppo si sarebbe formato ad ottobre in un centro per anziani cittadino. «Una banda agguerrita – aggiunge Battisti – nascondevano le armi in alcune siepi per timore di perquisizioni in casa o in auto, agivano sempre incappucciati e con i guanti per non lasciare impronte. Armi finte, per evitare eventuali accuse di porto abusivo di armi da fuoco». I quattro arrestati sono tutti vecchie conoscenze delle forze dell’ordine. Sassi era stato arrestato già nel 2010, dopo una rapina all’ufficio centrale di Calerno con Ivano Scianti. Moratti, invece, era finito in manette a Pavia, dove qualche anno fa è stato trovato in possesso di 24 chili di marijuana e di 26 chili di hascish. Quanto a Attorre e Zangirolami – il primo di origine salernitana, il secondo piemontese – sono a Reggio perché detenuti alla Pulce, dopo colpi commessi alla Coop di Sassuolo e in alcuni negozi della provincia. Al momento dell’assalto in farmacia stavano godendo della semilibertà. Fra gli altri colpi individuati dalla polizia ci sono anche la rapina al Target di via Bizet, avvenuta venerdì 21 novembre, e quella al Target di via Martiri di Cervarolo, venerdì 14 ottobre. Sul primo, le indagini - coordinate dal pm Giacomo Forte – avrebbero già chiuso il cerchio attorno ai quattro arrestati. Sul secondo, invece, ci sarebbero ancora verifiche in corso. «Il gruppo agiva con una cadenza dettata dal bottino che riusciva a prendere durante un colpo – spiega ancora Battisti – il denaro veniva suddiviso in tre parti più copiscue, mentre una quarta parte, inferiore, era data all’autista». L’arresto è avvenuto anche grazie ad un’opera di geolocalizzazione, voluto dal questore Isabella Fusiello. Sulla base delle indagini, infatti, si era notato che la banda agiva il venerdì e il sabato nei negozi, concentrandosi il martedì mattina sulle farmacie. Di qui è stato messo a punto un servizio di perlustrazione mirato, studiato sugli obiettivi potenzialmente sensibili. Quanto al bottino, durante le perquisizioni non sono stati trovati soldi.

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